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Camminare a piedi nudi: perché è così liberatorio e sensuale

Camminare scalzi è una liberazione. I piedi sono il nostro punto di contatto con la terra e per questo ogni volta che ci togliamo le scarpe proviamo una sensazione di piacere e di benessere. Il professor Giuseppe Iannoccari, neuropsichiatra, ci spiega l’origine di queste sensazioni e perché camminare a piedi nudi può essere anche molto sensuale.
Intervista a Dott. Giuseppe Iannoccari
Neuropsichiatra, presidente dell'Associazione Assomensana
A cura di Francesca Parlato
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Una delle prime cose che facciamo appena entriamo in casa è toglierci le scarpe. Ma non si tratta soltanto di una scelta legata a un fattore igienico. Stare a piedi nudi, anche se soltanto tra le nostre quattro mura, è una vera e propria liberazione. Negli Stati Uniti sono anni ormai che impazza il barefooting, ovvero il camminare scalzi non solo in casa ma anche per strada, in natura, sulla spiaggia o in montagna. Un capriccio da vip, potremmo dire, visto che lo praticano dive come Julia Roberts e Taylor Swift, e anche Steve Jobs è stato un camminatore scalzo (leggenda vuole che firmò il suo primo contratto commerciale senza scarpe). Ma in questo caso i benefici di quest'abitudine sono tanti. Camminare senza scarpe fa bene alla microcircolazione e alla postura, migliora l'equilibrio e attiva la muscolatura di cosce e glutei, ma anche dal punto di vista psicologico i benefici sono diversi. "I piedi sono il punto di contatto tra noi e il resto del mondo – ha spiegato a Fanpage.it il professor Giuseppe Iannoccari, neuropsichiatra e presidente dell'Associazione Assomensana – Se la vista ci dà la possibilità di guardare il mondo il piede ci dà la possibilità di sentirlo"

Perché ci sentiamo più liberi quando siamo a piedi nudi

La sensazione di libertà è immediata. Pensiamo a come si sentono i bambini quando sono costretti a infilarsi le scarpe. Piangono, si lamentano, le scarpe, anche le più comode, diventano una costrizione. "Nei bambini è un vero e proprio istinto. Non sono consapevoli della necessità di indossare le scarpe e per questo la vivono come una costrizione". D'altra parte ci siamo evoluti camminando a piedi nudi. "L'uomo ha sempre camminato scalzo – spiega Iannoccari – E questo ha fatto sì che avesse una straordinaria sensibilità ai piedi. E oggi che siamo costretti a indossare le scarpe e a mettere qualcosa in mezzo tra noi e la terra, lo viviamo come un'oppressione". Per questo quando rientriamo in casa dopo una giornata fuori, il piacere di stare scalzi diventa impagabile. "Anche se camminare sul pavimento di casa non è come camminare su un prato o su una spiaggia, proviamo lo stesso una sensazione di benessere. Ci riporta comunque a quell'atavico e antico istinto del contatto con il terreno".

Dal terreno al cervello: perché il piede è così sensibile

C'è anche una ragione scientifica che ci spiega il piacere che proviamo quando camminiamo a piedi nudi. "La sensazione procurata dal contatto con il terreno arriva direttamente al cervello, bypassa la ragione e i filtri razionali. Questo avviene perché il piede è legato ad alcuni centri del piacere, in particolare quello limbico, responsabile del benessere e della gratitudine".

Camminare a piedi nudi è sensuale

Il piede è una delle strutture più complesse del nostro corpo: ci sono 26 ossa, 33 articolazioni e un centinaio tra muscoli, tendini e legamenti. "Ed è la zona più sensibile del corpo dopo le labbra – spiega Iannoccari – Se qualcuno ci accarezza la pianta del piede proviamo un'immediata sensazione di piacevolezza. Per non parlare dei feticisti, che utilizzano come oggetto transizionale il piede o la scarpa. Ma anche il massaggio amoroso, così come alcune pratiche sessuali fanno riferimento proprio ai piedi. Il piede fa parte di quegli artifici del piacere che si possono vivere nell'eros". Chi cammina a piedi scalzi espone una parte di sé. "Per questo può avere una forte valenza sensuale".

La paura di camminare scalzi

Per alcuni invece camminare scalzi è tutt'altro che piacevole, molte persone infatti fanno fatica a togliere le scarpe anche in spiaggia. "Si tratta di un numero molto limitato di persone. Ma dobbiamo fare una distinzione tra chi non vuole camminare senza scarpe perché lo vive come una sorta di pudore e chi invece perché soffre di dismorfismo. Nel primo caso stare scalzi per queste persone vuol dire esporre una parte di sé. Il piede è anche una zona erogena e stare scalzi vorrebbe dire mettere a nudo una zona intima del proprio corpo. Nel secondo caso invece si tratta di persone che ne fanno un problema estetico e per questo non hanno piacere a far vedere i loro piedi".

Dove camminare senza scarpe

Quando si parla di barefoot c'è sempre una domanda sottintesa e cioè: dove si cammina scalzi? I benefici ci sono, ma la fattibilità esclusa la possibilità di camminare scalzi in casa, è bassissima. "Ovviamente in città è assolutamente escluso, però se vogliamo provare queste sensazioni di benessere e di piacevolezza possiamo provare a camminare a piedi nudi in spiaggia oppure nei prati. Scegliamo un parco cittadino le cui aiuole siano ben curate e dove non corriamo il rischio di incontrare rocce o pietre taglienti. Se abbiamo questa possibilità approfittiamone. Basta una breve passeggiata, anche solo qualche passo, tanto per cominciare, per riprendere il contatto con la terra".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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