Il mondo della moda è stato messo in ginocchio dall'emergenza da Coronavirus: i negozi chiusi  e ordini in sospeso da un lato e la produzione che non si può fermare dall'altro rendono la situazione ancora più complessa. Sono tanti anche gli imprenditori che in questo momento non sanno se continuare a lavorare o se prendere delle decisioni più drastiche, mettendo a rischio, però, centinaia di posti di lavoro, come si è chiesta Elisabetta Franchi in un lungo sfogo pubblicato sul suo profilo Instagram. È per questo che Camera Nazionale della Moda Italiana ha deciso di intervenire attivamente, presentando alcune proposte di sostegno per il settore della moda attraverso un documento, inviato alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri competenti.

Il settore moda rappresenta la seconda industria del Paese, l’Italia è il primo produttore di moda del lusso al mondo e il primo produttore di moda in Europa. La crisi economica generata dall’emergenza che il nostro Paese sta affrontando, comporterà per l’industria della moda italiana una serie di conseguenze inattese ed inevitabili nel breve periodo che impatteranno sull’equilibrio finanziario, la continuità produttiva ed occupazionale anche di medie e piccole imprese e realtà di eccellenza artigianale, almeno per tutto l’arco del 2020. Ad essere a rischio è la filiera produttiva che solo l’Italia vanta nel mondo. Per tale ragione si ritiene che il settore debba essere incluso tra quelli maggiormente colpiti dalle conseguenze del diffondersi del virus impatto COVID-19, al pari di turismo e trasporti.

Alcune delle proposte presentate da Camera della Moda

Tra le proposte presentate ci sono la richiesta di un taglio degli oneri fiscali e sociali di quelle imprese coinvolte nella crisi, provvedimenti che agevolino una riduzione delle ore lavorative e un finanziamento di una cassa integrazione speciale per i casi più gravi di crisi aziendale; il riconoscimento della situazione di forza maggiore che consenta una auto-riduzione temporanea degli importi dei contratti di affitto; l'istituzione di un fondo di garanzia che aiuti le banche a dilazionare le scadenze dei mutui, congelare gli interessi e anche a concedere o eventualmente aumentare le linee di credito con cui poter affrontare le probabili crisi finanziarie; nonché l'introduzione di incentivi fiscali per spingano verso il Made in Italy.

I due progetti speciali

In aggiunta alle richieste presentate, Camera della Moda ha proposto anche due progetti più dettagliati: si tratta da un lato dell’innalzamento delle percentuali per il credito di imposta ricerca e sviluppo, attualmente riconosciute, e dall'altro il prolungamento del Patent Box. Quest'ultima operazione, che estenderebbe la normativa sui marchi fino al 30 giugno 2021, che consentirebbe alle aziende italiane, soprattutto a quelle che operano nel settore del lusso, di difendere il valore di marchi Made in Italy. La speranza di Camera della Moda italiana è quella che il governo possa prendere in considerazione le proposte avanzate, come ha già fatto per alcuni punti poi inseriti nel decreto Cura Italia.