Poco più di un mese fa Burberry, la nota Maison britannica, era finita al centro delle polemiche per aver bruciato gli avanzi di magazzino, dando fuoco ad abiti dal valore di circa 34 milioni di euro. Si tratta di una pratica diffusa nel mondo della moda per evitare che casi di lusso vengano contraffatti o rivenduti a prezzi più bassi ma oggi il brand inglese ha deciso di dire basta: a partire da questo momento non distruggerà più i prodotti rimasti invenduti.

Che fine faranno gli avanzi di magazzino di Burberry?

Bruciare gli avanzi di magazzino, ovvero i capi rimasti invenduti al termine di una stagione, è una pratica incredibilmente diffusa nella moda di lusso. L'obiettivo? Evitare che la merce venga contraffatta, rubata o rivenduta a prezzi più bassi, svalutando così il prodotto. Burberry, il brand finito al centro delle polemiche di recente proprio perché aveva bruciato abiti e accessori non venduti dal valore di 34 milioni di euro, ha deciso di dire addio a questa abitudine fashion. Dopo aver dovuto eliminare anche profumi dal valore di 10 milioni di sterline come richiesto dall’accordo per la distribuzione con la multinazionale di cosmetici statunitense Coty, ha pensato bene di cambiare strategia. A partire da questo momento, tutto quello che rimarrà invenduto sarà riutilizzato, riciclato, riparato o regalato, in maniera tale da evitare inutili sprechi. Come se non bastasse, l'azienda non utilizzerà più pelliccia di animali a partire dalla collezione che verrà presentata il 17 settembre durante la London Fashion Week, dando prova del fatto che ha messo in atto una vera e propria svolta ecologica.