La pillola dei 5 giorni dopo è un contraccettivo di emergenza, che può essere assunta entro 120 ore successive a un rapporto a rischio gravidanza indesiderata. In Italia, è stata messa in vendita a partire dall’8 novembre 2011 e da allora sono state moltissime coloro che ne hanno usufruito, evitando di ricorrere a un più invasivo aborto. Negli ultimi anni, però, complice la liberalizzazione del farmaco, le vendite hanno subito un vero e proprio boom, tanto da raggiungere quota 200.507 in dieci mesi.

In pratica, è come se si vendesse una compressa ogni 2 minuti per un totale di 660 pillole ogni giorno. A richiederle sono soprattutto le 20enni che intendono correre subito ai ripari dopo aver avuto un rapporto non protetto. Da gennaio a ottobre 2016, sono state 200.507 le pillole dei 5 giorni dopo vendute, contro le 13.401 del 2014: in due anni la loro richiesta è aumentata di ben 15 volte. Anche se per avere il farmaco non bisogna più presentare nessuna ricetta o un test medico che accerti lo stato di non gravidanza, riducendo dunque i disagi e gli imbarazzi di fronte a cui può ritrovarsi una donna, il rischio è che non si sia compreso il reale funzionamento della pillola dei 5 giorni dopo.

"Il record di vendite dimostra che in Italia non c’è una cultura consapevole della procreazione. Ci si affida alla contraccezione d’emergenza e non a una vera programmazione o meno delle gravidanze", ha spiegato la vicepresidente del Consiglio superiore di Sanità Eleonora Porcu. La pillola dei 5 giorni dopo è un concezionale di emergenza e non deve essere usata come prevenzione per una gravidanza indesiderata. Se si vuole fare sesso senza preoccuparsi di un possibile concepimento, sarebbe bene puntare su altri contraccettivi.