Sono sempre di più i bambini che fin da piccolissimi soffrono di allergie alimentari e i dati sono costantemente in crescita, tanto che è stato registrato un aumento delle diagnosi del 18% dal 1997 al 2007. La cosa insolita è che sono soprattutto i ragazzi e i bambini sotto i 18 anni dei paesi occidentali a essere maggiormente colpiti da problemi simili, il motivo? Fin da piccoli vengono esposti a sostanze potenzialmente allergene che alterano il loro sviluppo futuro.

Perché sempre più bambini soffrono di allergie alimentari?

Secondo uno studio condotto presso la Nortwestern University e pubblicato su The Journal of Allergy and Clinica Immunology, vi sono alcuni prodotti e alimenti che, se entrano in contatto con un neonato, possono favorire lo sviluppo futuro di allergie alimentari, prime tra tutte quella al latte vaccino e alle uova. In particolare, sono stati tenuti sotto osservazione dei gruppi di bambini e i risultati sono stati chiari: il 35% di coloro che avevano un'allergia alimentare soffriva anche di dermatite atomica, una patologia cronica della pelle provocata da tre o più mutazioni genetiche che portato alla rarefazione delle barriere del derma. Alla base di questi problemi ci sarebbe non solo una combinazione di diversi fattori genetici ma anche un'esposizione precoce a sostanze potenzialmente allergeniche presenti nell'ambiente in cui vivono i piccoli, nella polvere ma anche in prodotti come le salviette umidificate, che contengono conservanti, parabeni, fenossietanolo, cessori di formaldeide. E' possibile, però, intervenire e far sì che i bimbi non si ritrovino alle prese con dei disturbi simili.

Come fare per ridurre le allergie alimentari?

Per ridurre il rischio di allergie alimentari nei bambini, secondo i medici che hanno condotto la ricerca bisogna evitare di esporre la pelle dei neonati alle sostanze a rischio. In che modo? Riducendo l'uso delle salviette, sciacquando sempre ogni residuo di sapone, lavandosi le mani prima di toccare il piccolo, così da eliminare possibili sostanze a rischio. Molto spesso, infatti, si utilizzano creme che contengono burro di arachidi o altri allergeni, che mettono a rischio la salute del neonato. I prossimi studi si propongono di analizzare quali sono le manifestazioni fisiche sulla pelle che appaiono in caso di allergia alimentare. I problemi della pelle che si verificano con le mutazioni della barriera cutanea diventano evidenti solo molto tempo dopo che l'allergia alimentare è iniziata ed è per questo che, se si dovesse scoprire qualche sintomo specifico, si potrebbe avere la possibilità di individuare prima il fenomeno, bloccandone così lo sviluppo.