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10 Febbraio 2021
09:23

Birkin di Hermès distrutte per creare un paio di Birkenstock: i sandali costano oltre 60mila euro

L’idea è del brand newyorkese MSCHF, non nuovo a questo genere di provocazioni: un paio di anni fa lanciò le “Jesus sneakers” che contenevano acqua benedetta nella suola. Adesso ha comprato quattro costosissime borse di Hermès per farle a pezzi e crearci una copia dei sandali tedeschi, ma dal prezzo esorbitante: ecco perché.
A cura di Beatrice Manca
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La tendenza del momento? I Birkinstock. Nessun refuso, avete letto bene: la nuova frontiera del lusso è la fusione tra la "Birkin", la celeberrima borsa di Hermès che prende il nome da Jane Birkin, e le Birkenstock, i sandali tedeschi con la suola di sughero. L'idea è venuta all'azienda MSCHF, non nuova a questo genere di provocazioni: un paio di anni fa lanciò le virali "Jesus sneakers", che contenevano acqua benedetta nella suola. La nuova idea del brand ora è quella di "dissezionare" letteralmente la costosissima borsa per trasformarla nei sandali anti-moda per eccellenza diventati un cult. Un esperimento dal prezzo esorbitante: si parte dai 34mila dollari fino ad arrivare a 76mila. Il prezzo nella nostra valuta quindi oscilla tra i 25mila e i 62mila euro circa.

Un modello di "Birkinstock"
Un modello di "Birkinstock"

Perché distruggere una Birkin?

Mschf ha spiegato i dettagli del suo progetto sul sito Birkinstock.shoe. Un video che mostra la scomposizione di una it-bag di Hermès e la creazione dei sandali tedeschi con la pelle di coccodrillo. Inutile dirlo: né Hermès né Birkenstock hanno approvato il progetto o dato licenza di usare il proprio marchio. Non si tratta solo di una provocazione artistica, ma di una vera mossa commerciale: le calzature così ottenute possono essere acquistate su richiesta. I prezzi variano a seconda della Birkin utilizzata per la realizzazione: per adesso MSCHF propone solo quattro modelli. L'idea alla base, spiega l'azienda, è che una it-bag sia una materia preziosa esattamente come l'oro che viene fuso per farne i gioielli. “I materiali traggono valore dal loro posto nella storia e nella cultura – si legge sul sito – Storicamente realizziamo oggetti di lusso con materiali intrinsecamente preziosi. L'oro e i gioielli sono i preferiti da sempre, ma quelli rari parlano una lingua propria: nel 1800, quando l'alluminio era esotico e nuovo, gli aristocratici borghesi di Francia apprezzavano le loro fragili, scomode posate in alluminio più delle loro antiche argenterie. Oggi, le borse Birkin si apprezzano con un rendimento annuo medio del 14%, battendo costantemente l'indice s&p 500 – in base a questo parametro, proprio come l'oro non è più la base della valuta, possiamo considerare la borsa Birkin stessa come la nuova materia prima di lusso per eccellenza”.

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