Brutte notizie per gli amanti dell’abbronzatura e del sole. I raggi UV continuano a causare danni alla pelle anche una volta che ci si sposta all’ombra. Molte persone tendono a rimanere al sole fino a quando non sentono di essersi scottate, ma i raggi solari fanno sentire i loro effetti sulla pelle fino a tre ore dopo l’esposizione e, a lungo andare, le eccessive bruciature potrebbero causare anche il cancro alla pelle. E’ quanto dimostrato da una ricerca condotta presso la Yale University e pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Sono state prese in esame 109mila donne ed è stato scoperto che cinque gravi scottature prese tra i 15 e i 20 anni aumenterebbero il rischio di cancro alla pelle. La melatonina, cioè l’ormone che solitamente protegge dal troppo sole, agisce come una sorta di scudo per la pelle, ma allo stesso tempo non evita che si vengano a creare dei danni al Dna.

I raggi UV genererebbero forme altamente reattive di ossigeno e azoto, capaci di eccitare gli elettroni nella melanina della pelle. Questo processo, noto come chemi-eccitazione, può portare a rotture del Dna, che possono verificarsi anche all’ombra, fino a tre ore dopo l'esposizione al sole e sarebbe proprio questo fenomeno ad aumentare il rischio di cancro alla pelle. Tuttavia, la vitamina E è un buon metodo per combattere questo effetto poiché agisce come antiossidante ed ha la capacità di sopprimere la reattività dell'ossigeno. Il consiglio degli scienziati americani è quello di applicare una protezione solare contenente vitamina E anche la notte successiva alla giornata di mare. In questo modo si evita che le radiazioni dei raggi UV diventino pericolose. Quindi, nella scelta della crema solare non bisogna puntare su quella più costosa, ma semplicemente su quella contenente la vitamina E.