Da secoli le ballerine danzano sulle punte, le scarpette appositamente studiate affinché il piede risulti quasi un prolungamento della gamba. La figura viene slanciata e dona alla danzatrice un aspetto elegante ed etereo: sembra una creatura superiore proveniente da un altro mondo che sfida la gravità. A parte poche eccezioni la tecnica delle punte è pertinenza femminile mentre quella  maschile è prevalentemente fondata sui salti e sul sollevamento della partner. È raro vedere un ballerino sulle punte in un balletto: l'idea della "sopraelevazione" è prettamente femminile, in linea con l'idea romantica della donna come figura da contemplare. Ashton Edwards è un ballerino che ha deciso di non seguire la tradizione: lui, che non si riconosce in alcun genere, vuole ballare sulle punte e il Pacific Northwest Ballet (PNB) ha deciso di dargli questa possibilità.

Un ballerino che vuole danzare sulle punte

Ashton Edwards ha 18 anni e studia danza classica da quando ne aveva 4. È il primo studente in assoluto della divisione professionale maschile a studiare sulle punte al PNB, tecnica tradizionalmente riservata alle donne. «In un certo senso è molto più impegnativo. Le ragazze lo fanno sembrare così facile. Ci sono voluti sicuramente un po' di tempo e molto coraggio. Ci vuole un particolare tipo di forza su cui le ragazze impiegano anni per lavorare» ha spiegato all'emittente televisiva Kiro 7. Peter Boal, direttore artistico del Pacific Northwest Ballet e direttore della scuola, una volta ascoltata la sua richiesta l'ha accolta: «È il primo studente che è venuto da noi e ha detto: "Mi piacerebbe studiare sulle punte, è possibile?". Non me l'aspettavo davvero». Ha voluto dargli questa possibilità, consapevole che si tratta di una decisione di rottura, che sfida una tradizione secolare. Ma ad Ashton i soli ruoli maschili stanno stretti e vuole superare la logica "binaria" della danza, con ruoli fissi da maschio e da femmina a cui attenersi.

Ashton sfida i pregiudizi e va oltre le barriere

Ma la sfida di Ashton è in verità ben più ampia. Essendo gender fluid, rifiuta di essere identificato nel genere maschile o femminile. Ha deciso di accettarsi così com'è, a prescindere dalle categorie, cosa che dovrebbero fare tutti svincolandosi dai pregiudizi sociali. Nella danza ha trovato grande apertura: «Lui/lei/loro: non ho ancora appeso nessuna etichetta, sto ancora imparando. È difficile per molti giovani queer essere il vero sé, soprattutto perché per così tanto tempo ci è stato detto che non dovremmo essere queste cose, non dovremmo essere noi stessi», ha detto. Grazie ad Ashton il manuale dello studente verrà modificato nel punto in cui c'è scritto "donne" che studiano en pointe. Infatti per la prossima stagione ci sarà semplicemente la dicitura "studenti". Adesso i teatri sono chiusi, le compagnie di danza soffrono, ma presto si tornerà a vivere e a godere dello spettacolo dal vivo. In quel momento sul palcoscenico ci sarà anche un ballerino che danzerà sulle punte dinanzi al pubblico, per dire a tutti che è giusto poter esprimere se stessi nel modo più vero possibile.