Armine Harutyunyan è nata nel 1997 ad Erevan, la capitale dell'Armenia, e fino a qualche tempo fa non avrebbe mai immaginato di diventare una modella. Fin da ragazzina ha voluto seguire le orme del nonno, un pittore di fama nazionale, ed è per questo che subito dopo il diploma ha cominciato a studiare Graphic Design allo Yerevan State Institute of Fine Arts and Theatre. Nel 2019, poi, è arrivata la svolta della sua vita: durante un viaggio a Berlino è stata notata da un talent scout del mondo fashion e qualche mese dopo ha ricevuto una telefonata dalla Maison Gucci per prendere parte a un provino. Alessandro Michele l'ha voluta fortemente sulla passerella della sua collezione Primavera/Estate 2020 (presentata nel settembre del 2019), Armine era una delle tante modelle che sfilarono con indosso le camicie di forza, dei capi che poi non sono stati messi in vendita ma che sono stati intesi semplicemente come una forma di provocazione nei confronti della società contemporanea.

Perché Armine non è il nuovo volto di Gucci

Fin dal primo momento Armine è stata identificata come "il nuovo volto di Gucci" e, nel momento in cui la Maison l'ha fatta sfilare a Parigi nel settembre 2019, sono partite le offese degli haters, peccato solo che la definizione iniziale non sia propriamente corretta. La verità è che la modella non è testimonial della griffe o musa di Alessandro Michele, semplicemente è stata scelta per sfilare per il brand lo scorso anno. Ad oggi non avrebbe altri progetti da realizzare in collaborazione con Gucci ma, nonostante ciò, la si continua ad associare alla nota casa di moda. Non sorprende che in molti, inconsapevoli di questo piccolo dettaglio, abbiano urlato allo scandalo, definendo questa mossa solo un trucco usato dall'azienda fashion per farsi pubblicità. Tutti quelli che credono che dietro ci sia una precisa strategia di marketing, però, farebbero bene a chiedersi: Gucci ha davvero bisogno di tutto questo per far parlare di sé?

Gucci e la lotta contro gli stereotipi

Fin da quando la storia e le foto di Armine sono diventate tra le più cercate sul web, gli utenti si sono divisi in diverse "fazioni". Da un lato ci sono quelli che si scagliano contro la modella, definendola brutta e inadatta alla moda, dall'altro quelli che si battono contro ogni forma di body shaming. La Maison Gucci, anche se è stata accusata di portare avanti una subdola operazione di marketing, in realtà sta provando a stravolgere gli stereotipi di bellezza comunemente accettati da anni. È dal 2015, ovvero da quando Alessandro Michele è diventato direttore creativo del marchio, che la griffe ha modificato la sua estetica, dando sempre più spesso spazio a delle bellezza definite "non convenzioni". Armine non è un "pesce fuor d'acqua", basti pensare al fatto che lo stilista lo scorso anno fotografò una modella con i denti storti per lanciare la campagna associata alla prima collezione beauty. Armine ha semplicemente suscitato più clamore ma, che la si definisca bella o brutta, non importa, gli haters farebbero bene ad accettare la realtà: la Harutyunyan ha avuto l'opportunità di sfilare per Gucci, loro, invece, cosa hanno fatto per eleggersi giudici della bellezza altrui?