L’anoressia è uno dei disturbi alimentari più diffusi al mondo. Sono circa 2.500 le persone ricoverate negli ospedali inglesi ogni anno a causa di disturbi del genere e nove su dieci sono adolescenti. L'anoressia viene considerata un problema di natura psicologica, che porta le giovani donne ad avere la convinzione di essere eccessivamente grasse, cosa che le fa perdere peso in modo preoccupante, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla morte. Il sistema sanitario britannico ha quindi ideato un’operazione sperimentale per cercare di curare psicologicamente la malattia.

Una donna britannica anoressica si è infatti offerta come “cavia” e si è fatta inserire delle sonde elettroniche nel cervello. Il professor Tipu Aziz, neurochirurgo presso il John Radcliffe Hospital di Oxford, ha spiegato che come prima cosa ha inserito una sorta di pacemaker sotto le costole della donna, a cui ha collegato le sonde elettroniche nel cervello. Secondo le previsioni, la stimolazione cerebrale profonda dovrebbe spingere il cervello a sentire lo stimolo della fame. In questo modo, tutti i malati di anoressia potranno ritornare a considerare i pranzi e le cene come delle esperienze piacevoli.

Il trattamento costa 25mila sterline e sarà riservato solo a quelli che hanno provato in tutti i modi a combattere la malattia, ma che non ci sono mai riusciti. La chirurgia al cervello deve infatti essere l’ultima risorsa poiché è estremamente rischiosa rispetto alle altre cure che si usano tradizionalmente per combattere il disturbo alimentare. Il team di medici dell’ospedale di Oxford crede che con questo trattamento si potrebbero ridurre fortemente le morti per anoressia ed è per questo che va alla ricerca di finanziamenti per la cura di altri cinque pazienti.