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Opinioni
21 Luglio 2016
15:35

Anche se ho la cellulite non voglio chiedere il permesso per un paio di shorts

Con l’arrivo dell’estate c’è chi sente il bisogno di dire alle donne con qualche chilo in più o con la cellulite cosa possono indossare e quali capi è meglio evitare. Ogni donna deve avere il diritto di scegliere l’abbigliamento che preferisce senza sentirsi giudicata da chi non riesce a comprendere la bellezza della diversità.
A cura di Zeina Ayache
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Puntuale come le zanzare, con l'inizio dell'estate si ripropone l'ennesima, fastidiosa, vergognosa e retorica polemica sul diritto delle donne grasse di indossare o meno shorts e canotte. A quanto pare c'è tutta una cerchia di magre o normopeso che proprio non riesce a gestire la vista della cellulite di coloro che invece non se ne fanno un problema esistenziale e si preoccupano di più di non svenire dal caldo o sciogliersi dentro ad un paio di pantaloni lunghi che di non urtare le povere slim fit.

Accade dunque che nel 2016 siamo ancora qui a creare limiti mentali alle donne, alle troppo grasse per indossare gli shorts, alle troppo basse per uscire con una gonna lunga, alle troppo tettone per optare per una canottiera scollata. Per un verso o per un altro siamo troppo e la cosa peggiore è che a farne una lotta siano proprio… le donne! Continui autogol di genere che alimentano insicurezza anche dove non dovrebbe esserci. E così una cellulitica che di suo non avrebbe vergogna a camminare con un paio di pantaloncini che mettono in mostra la sua abbondanza ormonale inizia a dubitare e quasi quasi si copre perché effettivamente bisogna avere gusto e capire che non è che perché i negozi vendono la 46 di quella minigonna allora vuol dire che te la puoi comprare e, non sia mai, andarci addirittura in giro.

L'avete già sentita questa frase vero? In alcuni casi siete state voi a dirla, in altri ve la siete sentita dire. E cosa avete provato in quel momento? Davvero trovate giusto che una persona non perfetta debba adeguare il proprio abbigliamento per aderire ai canoni di bellezza altrui? Quei canoni che cambiano ciclicamente e che quindi non hanno il valore eterno che può avere la sicurezza in sé stessi. Come diceva Oscar Wilde infatti "La moda è una forma di bruttezza così intollerabile che siamo costretti a cambiarla ogni sei mesi".

Tutte e tutti noi ci facciamo paranoie estetiche, chi si sente basso, chi alto, chi peloso, chi glabro, chi prosperosa, chi tavola da surf, siamo uniti dall'ansia dell'apparire che ci può anche stare se dettata da un nostro personale interesse di essere, ad esempio, più in forma. Ora il motivo di per sé che ci spinge a voler perfezionare il nostro corpo poco importa, ciò che conta è che sia il frutto di un nostro desiderio e non di un giudizio di una che magari vive di acqua e insalata per entrare in una 38 e nel frattempo si perde il gusto della vita. Se ti danno fastidio i grassoni, è un problema tuo ed è anche grave, pensaci.

Ben venga lo sdoganamento della panza, della ritenzione idrica, delle maniglie dell'amore, dei crateri sulle chiappe e sulle cosce. Più ne vediamo, meglio è. Perché questa è la realtà, non quella delle modelle morte di fame photoshoppate che hanno anche il coraggio di postare selfie con un piatto di pasta che probabilmente è l'unico che si concedono in un mese. Invece di chiedere ad una donna non perfetta di coprirsi, domandiamoci perché riteniamo giusto il nostro giudizio, domandiamoci se nell'additare chi ha coraggio di essere sé stesso forse non stiamo ammettendo che gli insicuri siamo noi. Solo a quel punto potremo andare a fare shopping.

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Zeina nasce a Genova dove vive finché non decide di iniziare a girare in cerca della sua strada e così Roma, Milano, Brema e poi ancora Milano. Dopo aver concluso il percorso di studi che l'ha portata ad ottenere una Laurea Magistrale e aver lavorato nel campo della produzione televisiva, del marketing e delle agenzie pubblicitarie, adesso vive le sue giornate da giornalista scrivendo di Mondo Animale e Natura, realizzando video, conducendo una sua trasmissione radiofonica su una delle principali FM italiane e trascorrendo il suo tempo in mezzo ai cani (e ai loro proprietari), visto che è anche Educatrice Cinofila SIUA. Il suo compagno di vita è Teseo, un quattrozampe greco salvato a Naxos, in Grecia.
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