Chiunque abbia un figlio preadolescente o adolescente conosce bene il richiamo dello smartphone. I ragazzi iniziano a desiderarlo sempre prima, già a 8 o 9 anni, e i bambini che non hanno neanche ancora imparato a leggere sanno già smanettare sugli smartphone dei genitori. E con la pandemia la situazione è sicuramente peggiorata. Con la messa in pausa della scuola in presenza e della vita sociale, c'è stato un abuso dell'utilizzo di social e telefoni e addirittura la Società Italiana di Psicologia Pediatrica ha parlato di un aumento delle dipendenze da smartphone. "È vero che i media device hanno permesso ai nostri ragazzi di continuare ad avere dei contatti con gli amici, che la tecnologia ha garantito loro la possibilità di non perdere l'anno scolastico e che in alcuni casi hanno svolto anche attività culturali come i tour virtuali di musei e gallerie, stimolati dagli influencer di Instagram. Ma purtroppo molti di loro hanno fatto un abuso dei dispositivi tecnologici – ha spiegato a Fanpage.it la pediatra Elena Bozzola,  segretario della Società Italiana di Pediatria e medico presso l'Ospedale Bambin Gesù di Roma – E le conseguenze di quest'uso fuori controllo di smartphone e tablet si sono presentate sotto forma di sintomi come ansia, stress e difficoltà a dormire".

A che età il primo smartphone

Per evitare abusi, dipendenze e tutte le conseguenze che possono derivarne è bene mettere in chiaro sin dall'inizio con i propri figli delle regole per l'utilizzo dello smartphone prima di procedere all'acquisto. Una sorta di patto familiare per un uso ponderato del telefono. "Non possiamo non tenere in considerazione il fatto che sui social, da Instagram a Whatsapp, girino dei contenuti come le challenge che nei casi più gravi possono anche mettere in pericolo la vita dei nostri figli". Un'età giusta per acconsentire all'acquisto del primo telefono però non esiste. "Molto dipende anche dal livello di maturità del ragazzo, in generale direi di aspettare comunque gli 11 o 12 anni".

Quanto e come usare il telefono?

Secondo l'ultima rilevazione Istat (prima del lockdown) l'85% degli adolescenti, tra gli 11 e i 17 anni, usa quotidianamente il telefonino. "Una percentuale altissima se pensiamo che 4 anni fa non si superava il 50%". Ma per la sua gestione, più che parlare di un numero di minuti o di una fascia oraria in cui usare il telefono, la dottoressa suggerisce di fare una riflessione con i figli sul modo in cui gestire il telefono. "Prima di regalare uno smartphone prendiamoci del tempo per parlare con i nostri figli e spiegare loro i pericoli della rete, il modo in cui proteggere la privacy". E anche se l'iscrizione a Facebook, Instagram e TikTok è subordinata all'età (chi vuole creare un profilo su questi social deve aver compiuto almeno 13 anni), sappiamo che sono molti i ragazzi e le ragazze che hanno un profilo anche se hanno soltanto 11 o 12 anni. "In questo caso è fondamentale il controllo da parte dei genitori. È importante che il profilo sia privato e che si faccia attenzione alle persone con cui si entra in contatto e soprattutto spieghiamogli che prima di pubblicare una foto dobbiamo valutare le possibili conseguenze e che anche se ricevere tanti like ci dà soddisfazione, non può essere l'unico metro di giudizio".

Guida all'uso dello smartphone

È importante dunque fare in modo che i ragazzi abbiano piena consapevolezza dello strumento che hanno tra le mani, suscitare in loro un senso critico e metterli in guardia dal cyber bullismo. Ma è anche essenziale comunque imporre delle regole per il loro utilizzo. La prima riguarda i compiti: "Gli smartphone vanno messi da parte mentre si studia il pomeriggio, per evitare distrazioni". La seconda invece serve a salvaguardare il sonno: "I telefonini la sera vanno spenti – asserisce rigorosa la pediatra – non possiamo lasciare che i ragazzi li tengano accesi sul comodino, una notifica, un messaggio, li sveglierebbe interferendo con il loro sonno e di conseguenza con il loro rendimento a scuola il giorno seguente. E poi sappiamo che i disturbi del sonno possono provocare stress e innescare la comparsa di infezioni o malattie". Altra regola riguarda invece il momento del pranzo e della cena. "Il rischio è che si mangi senza rendersene conto e che ci sia un abuso incontrollato di junk food".

Controllare o non controllare il telefono dei propri figli?

C'è chi non violerebbe mai il sacrosanto principio della privacy, chi invece crede che setacciare il telefono dei propri figli sia non solo un diritto ma anche un dovere. La verità come sempre sta nel mezzo. E controllare non vuol dire spiare. "Controllare il telefono dei propri figli è giusto, si tratta comunque di bambini, dobbiamo fare attenzione che non vengano attratti dalle challenge di cui abbiamo già accennato e che non si mettano in situazioni pericolose per non sentirsi inferiori ai loro compagni. Non serve spiarli: loro devono sapere che i genitori devono avere libero accesso al telefono, per controllare ad esempio le applicazioni scaricate". 

I rischi per la salute

Un uso scorretto dello smartphone può avere diverse ripercussioni sulla salute dell'adolescente. "Dal bruciore agli occhi alla sindrome dell'occhio secco, a delle conseguenze a livello muscolare – spiega la pediatra – Pensiamo proprio alla postura ingobbita che abbiamo quando scriviamo un messaggio o scorriamo la home di Instagram". Ma oltre ai disturbi fisici, una dipendenza dallo smartphone può avere anche delle conseguenze sul piano psicologico. "In giapponese si chiama Hikikomori e si definisce così questa tendenza all'isolamento a stare in disparte. Ed è proprio quello che succede ai ragazzi che diventano dipendenti dal telefono". Da uno studio della Società Italiana di Pediatria è venuto fuori infatti che sono tantissimi i ragazzi a dichiarare di non potersi separare dal proprio smartphone. "Ci hanno spiegato che per loro è impensabile stare anche solo per un giorno senza telefono. E in questi casi vuol dire che siamo già di fronte a una dipendenza. Tristezza interiore, sensazione di essere schiavi di questo dispositivo, ansia e perdita di contatto con la realtà sono alcuni dei sintomi. Quando la dipendenza è così avanzata i ragazzi avranno difficoltà a relazionarsi, avvertiranno stanchezza e depressione, potranno sviluppare disturbi di tipo ansiogeno o di natura ossessivo compulsiva e ovviamente anche i risultati scolastici saranno scadenti". E se ci accorgiamo che è presente uno o più di questi sintomi è bene rivolgersi immediatamente al pediatra. "Il medico verificherà se effettivamente c'è una dipendenza e saprà indirizzare le famiglie verso i percorsi giusti da seguire. Con la SIP stiamo lavorando proprio con i pediatri per far sì che diventi una prassi consolidata chiedere informazioni ai loro pazienti circa l'utilizzo degli smartphone, in modo da prevenire l'insorgere di questo tipo di dipendenza".

L'importanza del buon esempio

In questo caso, come sempre quando si tratta di educazione dei figli, più di ogni avviso, regola o imposizione è fondamentale il buon esempio. "Una ricerca Usa ha dimostrato che se i genitori utilizzano il telefono alla guida dell'auto, i figli sono decisamente più portati a usare lo smartphone in maniera corretta". Non si può imporre ai figli di lasciare il telefono da parte mentre mangiano se sono proprio i genitori a controllare la mail o i WhatsApp mentre sono a tavola. "A volte sono i genitori a usare in maniera scorretta lo smartphone e non possono pretendere che i figli ne facciano un uso diverso. Per questo è indispensabile che l'adulto svolga un ruolo di guida, facendo attenzione intanto alle sue abitudini per poter poi educare i figli a un corretto uso dello smartphone". 

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