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Scottature, punture d’insetto o di medusa… Cosa fare?

Nella nostra piccola guida di pronto intervento, tutte le soluzioni per i piccoli inconvenienti che possono capitare in vacanza.

Scottature, punture d’insetto o di medusa… Cosa fare?

Le vacanze. Le si aspetta per mesi, si pianificano in ogni dettaglio, in modo da rendere il soggiorno perfetto; ma, a volte, possono insorgere spiacevoli inconvenienti che ci portano a maledire il giorno in cui abbiamo deciso di partire. Una sbagliata esposizione al sole, una puntura di medusa o di ape possono distruggere ciò che avevamo tanto aspettato. Spesso basta intervenire nell’immediato per evitare di rovinarsi le vacanze. Ecco qualche consiglio su come comportarsi.

I danni causati dal sole: l’Eritema: si manifesta quando ci si espone al sole senza i dovuti accorgimenti; è fondamentale utilizzare un filtro. L’eritema è la classica scottatura da sole: la zona è arrossata, si prova una sensazione di caldo/ bruciore, si ha la necessità di grattarsi, se ci si tocca si prova fastidio. Bisogna intervenire con degli impacchi di doposole lenitivo e per qualche sera, se la situazione non migliora, si può applicare una crema a base di cortisone. La lucite: come l’eritema, ma con tanti puntini  e qualche brufolino; in questi casi, quando presenta tanti segni diversi nell’ambito della stessa zona cutanea, è detta lucite polimorfa. Si sente la necessità di rinfrescare la pelle o comunque di trattarla dato che non si riesce neppure a dormire.  Non bastano né il doposole, né gli antistaminici (come Foill o Polaramin); la soluzione migliore e in tempi rapidi la si ottiene applicando esclusivamente una crema a base di cortisone. L’ustione di secondo grado superficiale: oltre che il il rossore sono presenti delle bolle (assolutamente da non scoppiare). E’ fondamentale una cura a base di antistaminico e cortisone per bocca. Deve esserci, per un po’, l’astensione dal sole e la protezione deve diventare 50. Le macchie sul viso: bisogna proteggere, con un filtro 50, non solo la cute che presenta le macchie, ma tutto il viso perché non è detto che il problema si limiti ad una specifica zona, ma può essere che sia solo un “primo getto” e che le macchie si stiano manifestando con una sorta di “abbozzo” per comparire, poi, in maniera più estesa. Proteggendo tutto il viso si cerca di evitare che la zona colpita si estenda ed, eventualmente, si avrà meno difficoltà nel trattarla.E’ opportuno scegliere una protezione 50 che abbia più filtri minerali (in genere, per avere una buona texture,  hanno la stessa quantità di filtri chimici e fisici, ma se si deve schermare tanto il prodotto avere più filtri chimici in modo da riflettere di più), per intenderci quelle bianche che contengono ossido di zinco e biossido di titanio; con queste creme i raggi che penetrano sono minimi e vengono assorbiti dai filtri chimici.

Esistono anche alcuni rimedi naturali per lenire l’infiammazione causata dal sole e calmare il dolore. Potete fare un bagno rilassante con acqua fresca (è vasocostrittrice) e bicarbonato di sodio oppure farina di avena. In seguito lasciate asciugare la pelle all’aria (non usate l’asciugamano); non rimuovete l’avena o il bicarbonato che vi sono rimasti sulla pelle. Un antico rimedio casalingo usato per calmare il dolore è quello di applicare delle patate sulla zona interessata: frullate le patate con un po’ di acqua, applicate il “preparato”   e una volta secco rimuovetelo con dell’acqua fredda. Un’altra possibilità può essere quella di applicare del gel di aloe vera (estratto direttamente dalla pianta o acquistato in farmacia) almeno 4 0 5 volte al giorno sulla pelle scottata; questa pianta ha la proprietà di restringere i vasi sanguigni dilatati dall’ustione solare (da cui deriva la sintomatologia). Un consiglio generale è quello di mantenere la pelle idratata sia dall’esterno (con creme doposole specifiche) che dall’interno (bevendo molta acqua).

La puntura di medusa: quelle delle meduse sono vere e proprie ustioni chimiche. Una volta fuori dall’acqua bisogna verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle. In questo caso devono essere tolte. Se non si dispone di mezzi di medicazione l’unica cosa utile è far scorrere dell’acqua di mare sulla parte infiammata; in questo modo si può diluire la tossina non ancora penetrata. Evitare, invece, di grattarsi o di strofinare la sabbia o ricorrere a medicazioni estemporanee con ammoniaca, aceto, alcool o altri rimedi fai da te: non si fa altro che peggiorare la situazione. Bisogna applicare subito del cortisone sulla zona interessata. La “puntura” della medusa può scatenare, spesso e volentieri, delle reazioni allergiche; non tanto dalla prima “scottatura”, ma, in seguito, se capita di avere più “punture”, si può andare in shock anafilattico; non si può sapere se si è allergici o no, ecco perché, se in passato ci è già stato un incontro con una medusa, è bene portarsi sempre dietro delle compresse di cortisone. La zona interessata dall’ustione non può più essere esposta al sole e, fino a completa guarigione, ci si può dimenticare il bagno.

La puntura di ape:  classici sintomi sono: bruciore, prurito, rossore e gonfiore. A volte il pungiglione può rimanere incastrato e attorno ad esso si produce una “vescichetta” contenente il veleno.  Nell’immediato si può calmare il fastidio trattando la zona con dell’ammoniaca. Se il pungiglione è rimasto nella ferita bisogna rimuoverlo facendo attenzione a non rompere la “vescichetta”, per non far fuoriuscire altro veleno. L’ideale è servirsi di una lama smussata che lo faccia saltare. L’uso di una pinzetta, invece, può provocare la rottura della vescica contenente il veleno, che verrebbe, in questo modo, ulteriormente iniettato. Solo se non è possibile recuperare una lama smussata è possibile ricorrere all’uso delle mani, rigorosamente lavate. In questo caso bisogna procedere usando due dita, come quando si schiaccia un foruncolo, premendo leggermente intorno alla “vescichetta” e non al pungiglione. Una volta tolto il pungiglione si procede con impacchi di acqua fredda e con l’applicazione di creme a base di cortisone. Nel caso in cui si sia allergici (lo si può scoprire preventivamente con un test cutaneo) si può andare incontro a shock anafilattico: non si gonfia solo la zona limitrofa alla puntura dell’insetto, ma, per esempio, nel caso di un braccio, tutto l’arto. Bisogna correre al pronto soccorso e prendere del cortisone per bocca. Negli altri casi, invece, basta del cortisone topico; fa molto di più dell’antistaminico che in genere dà il farmacista. Un ottimo escamotage è quello di tenere sempre un tubettino di crema al cortisone in borsa, così, se si va incontro ad una puntura d’insetto o di medusa si applica subito e si può continuare a prendere il sole senza problemi e non ci si rovina la vacanza!

Per la consulenza si ringrazia la Dott.ssa Maria Rosa Gaviglio, dermatologa

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