È tempo di novità in casa Zara: il colosso spagnolo della moda low-cost ha ampliato la sua offerta, lanciando sul mercato la sua prima collezione di lingerie. Si chiama "The Female Gaze", che letteralmente significa "Lo sguardo femminile", e comprende biancheria intima, capi da indossare a casa, pigiami, accappatoi e accessori vari. Così facendo, il brand ha provato ad adeguarsi alle richieste del pubblico che, in vista di altri mesi di distanziamento sociale, di sicuro punterà sulla comodità piuttosto che su indumenti da sera in pizzo, pelle e paillettes. Lo stile "casalingo" proposto è comfy chic e di certo farà impazzire le fashion addicted più incallite che non intendono rinunciare alla moda neppure tra le mura domestiche.

The Female Gaze, la lingerie firmata Zara

The Female Gaze è la prima linea di lingerie firmata Zara, comprende sia capi di biancheria intima, dalle varianti classiche senza tempo a quelle più romantiche in pizzo e seta, sia indumenti da indossare in casa come leggings, t-shirt, top. Non mancano i pigiami, le camicie da notte, gli accappatoi, le calze e gli accessori per dormire come ad esempio le mascherine per coprire gli occhi. A dominare sono i toni neutri e tenui come il nero, il bianco, l'ocra e il grigio. Quali sono i prezzi? Si parte da un minimo di 12,95 euro per top e reggiseni basic e si arriva agli 89,95 euro per i pigiami e le sottovesti di seta. Il capo più costoso è però il vestito lingerie da 159 euro.

Le taglie "poco inclusive" dei capi

Ad accompagnare il lancio della prima linea di biancheria intima di Zara è stato un servizio fotografico realizzato da Annemarieke van Drimmelen. Ha immortalato le modelle Edita Vilkeviciute, Karly Loyce e Sara Blomqvist in bianco e nero in un’atmosfera molto intima, mettendo in risalto la sensualità, il romanticismo e l'audacia dei capi proposti. L'obiettivo? Dimostrare che si può essere trendy e alla moda anche nell'ambiente domestico. L'unico piccolo inconveniente? Per il momento le taglie vanno solo dalla S alla L ma sono in molti quelli che sperano in una svolta inclusiva del brand.