Si chiama Marie Terese Mukamitsindo, è una donna del Ruanda e la sua storia sta facendo il giro del web. Nel 1996 ha deciso di scappare dal suo paese dilaniato dalla guerra civile in compagnia dei suoi tre figli di 5, 8 e 17 anni. Dopo essersi trasferita in Tanzania, ha deciso di volare in Italia, per la precisione a Roma, dove non è stata accolta proprio nel migliore dei modi.

Ha vissuto a lungo in un centro d'accoglienza improvvisato vicino a Fregene ma le condizioni di vita erano davvero precarie. "Dormivamo in un container freddissimo poggiato a terra. Le docce erano distanti dieci minuti a piedi e l'acqua sempre ghiacciata. Dopo qualche mese mi ragiunse anche il mio quarto figlio", ha spiegato la donna. Poco dopo, però, è arrivata la brutta notizia: non avendo il permesso di soggiorno, ha ricevuto il foglio del via che la obbligava a lasciare l'Italia. E' stato proprio in quel momento che si è rimboccata le maniche e che ha deciso di non arrendersi, trovando sostegno da parte di moltissimi concittadini, che l'hanno aiutata a fare una sottoscrizione per ottenere finalmente i documenti.

Nel 1998 le è stato concesso l'asilo e, dopo aver lavorato come badante, è riuscita a farsi riconoscere la laurea, ottenendo la possibilità di iscriversi all'albo degli assistenti sociali. Nel 2001 ha poi dato vita a un centro di accoglienza per donne sole con bambini e negli anni successivi ha creato la cooperativa Karibu con l'aiuto dell'Unhcr e della Comunità europea. Lo scopo era offrire accoglienza e opportunità di lavoro ai richiedenti asilo. Oggi la sua vita è cambiata: dà lavoro a 159 persone, tra cui anche molti italiani, accoglie 800 richiedenti asilo e ha vinto anche il MoneyGram Award come imprenditrice immigrata dell'anno. La speranza è che la sua storia possa dare speranza a tutti gli immigrati che vogliono ricominciare da zero una volta arrivati in Italia.