Zeinebou Mint Mohamed è una donna di 26 anni della Mauritania, in Africa, e fin da piccola vanta delle forme abbondanti. Nel suo paese, essere grosse è sinonimo di bellezza e sensualità ed è proprio per questo che le bambine sono costrette a mangiare moltissimo dai primi anni di vita. Arrivano ad assumere 16mila calorie al giorno poiché solo con le smagliature e con i chili di troppo vengono notate dagli uomini e possono aspirare ad un matrimonio importante.

Addirittura, le più anziane delle tribù minacciano di picchiare le ragazzine che si rifiutano di ingrassare. "L'obiettivo è quello di dar loro da mangiare fino a quando i loro corpi non saltano in aria come dei palloncini", ha dichiarato Aminetou Menta Elhacen, una donna africana di 50 anni. Questa insana tradizione è stata tramandata dal popolo dei Mori, secondo cui il grasso e l’abbondanza erano simbolo di ricchezza e di prosperità. Come se non bastasse, in molti paesi africani è naturale organizzare dei matrimoni combinati e precoci e, quando una ragazzina di 14-15 anni ha un aspetto formoso, viene considerata pronta per avere un marito e per cominciare a procreare.

La Mauritania conta 3,1 milioni di persone e, nonostante le numerose campagne di protesta e di lotta contro gli abusi sui minori, questa assurda usanza non è ancora scomparsa. Oltre l’80% delle donne subisce gli effetti dell’alimentazione forzata ed è incapace di ribellarsi. Nella maggior parte dei casi, le giovanissime ragazze non si piacciono grasse ed abbondanti, ma anzi amano fare sport. Nonostante ciò, non possono rifiutare di ingrassare poiché diventerebbero vittime di violenze ed abusi. L’alimentazione forzata è un fenomeno che deve essere combattuto il prima possibile poiché aumenta il rischio obesità ed ha delle ripercussioni drammatiche sulla salute delle giovani donne.