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Vestite da capezzolo sotto la sede di Facebook: la protesta contro la censura social del seno

La protesta è stata organizzata a Londra da Vicky Martin, che lavora come tatuatrice medica nel Berkshire: molte delle sue clienti sono donne che hanno subito una mastectomia per via del cancro al seno, a cui Martin “disegna” i capezzoli per aiutarle a vedersi di nuovo “complete” dopo l’intervento.
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A cura di Beatrice Manca
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La sede di Facebook a Londra è stata presa di mira da una protesta a dir poco originale: donne con costumi gonfiabili a forma di seno. Il motivo? L'algoritmo di casa Zuckerberg che ha censurato le foto delle sopravvissute al cancro che avevano pubblicato le foto dopo la mastectomia con un capezzolo "disegnato". La protesta è stata organizzata da Vicky Martin, che lavora come tatuatrice nel Berkshire: molte delle sue clienti sono donne che hanno subito una mastectomia per via del cancro al seno, a cui Martin "disegna" i capezzoli per aiutarle a vedersi di nuovo "complete" dopo l'intervento. Un grande aiuto per le donne, peccato che quando ha postato il suo lavoro su Facebook è stata bloccata: l'algoritmo di Facebook ha scambiato i suoi tatuaggi per contenuti pornografici. Risultato: account bloccato per aver violato la policy del social, con il paradosso aggiuntivo che non si tratta nemmeno di veri capezzoli.  "Non è pornografia, è arte – ha commentato intervistata dalla Bbc – è una cosa bellissima".

Le sopravvissute al cancro al seno "bloccate" da Facebook

Vicky Martin ha deciso di protestare: insieme all'associazione World Medical Artist è scesa in strada di fronte al quartier generale londinese di Facebook e ha usato gonfiabili giganti che riproducono il seno femminile per ribadire un concetto semplice: i capezzoli femminili non sono un'offesa al pudore. Ad Oxford Circus si è radunato un gruppo di almeno 50 donne che indossavano costumi gonfiabili a forma di seno, con la scritta "This is Art!" bene in evidenza. Molte di loro sono donne sopravvissute al cancro al seno: alcune di loro avevano mostrato il lavoro di Vicky Martin sui loro profili, incappando nella sospensione dell'account. Il danno più grave, spiegano, è che così si impedisce ad altre donne che hanno perso il seno di scoprire questa possibilità e di ricevere, se lo desiderano, lo stesso tatuaggio. Per questo sono scese in piazza a Oxford Circus: la loro esperienza personale di malattia e di guarigione non può essere scambiata per un contenuto sessuale dall'algoritmo di Facebook.

le manifestanti sotto la sede di Facebook
le manifestanti sotto la sede di Facebook

Facebook censura i seni femminili?

Anche se la politica di Facebook vieta il nudo sulla sua piattaforma, il social in realtà non censura tout-court le foto del seno: tra le foto autorizzate ci sono anche quelle che mostrano "atti di protesta, donne che allattano e cicatrici post-mastectomia". L'algoritmo però non ha saputo riconoscere i tatuaggi post mastectomia. La protesta, comunque, è stata ascoltata da casa Zuckerberg: secondo la Bbc Facebook ha ammesso che la sospensione dell'account è stata un errore, e che collaborerà con l'associazione World Medical Artists per riconoscere i contenuti in questione. Un piccolo passo verso il superamento di una censura inutile e stereotipata: perché un capezzolo maschile dovrebbe essere più accettabile di quello femminile?

la protesta dei capezzoli a Londra
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