Nazi Paikidze-Barnes ha 22 anni, ha origini georgiane ed è una campionessa di scacchi. Il prossimo febbraio dovrà partecipare al Mondiale che, quest'anno, si terrà a Teheran, in Iran, dove le donne sono obbligate a portare il velo. A non essere escluse da questa regola sono le scacchiste straniere che, per partecipare al torneo, dovranno necessariamente coprire il capo, a meno che non vogliano finire in galera per non aver rispettato la legge in vigore.

Nazi, però, non è riuscita proprio ad accettare la cosa e ha deciso di ribellarsi, lanciando una petizione. "Ritengo assolutamente inaccettabile che uno dei più importanti tornei per donne sia organizzato in un paese in cui le donne sono costrette a coprirsi con l'hijab. Se le cose stanno così, io non giocherò. Non è sport, questa è discriminazione sessuale", ha dichiarato la ragazza. La risposta da parte della Federazione Internazionale degli scacchi non si è fatta aspettare. Il presidente Geoffrey Borg ha affermato di non aver intenzione di cambiare location poiché non ha ricevuto alcuna obiezione nel momento in cui l'Iran è stato scelto per ospitare il campionato del mondo.

Come se non bastasse, ritiene che dovrebbero essere rispettate le differenze culturali degli altri paesi. Dall'altro lato, le campionesse iraniane, Mitra Hejazipour e Sara Khademalsharieh hanno spiegato che l'evento sarà per loro una grande opportunità e hanno invitato le americane a non ribellarsi alle leggi in vigore nello stato. Sono convinte che la Paikidze-Barnes cambierà idea sull'Iran nel momento in cui lo visiterà per partecipare alla competizione.