Il brand giapponese Uniqlo ha superato il colosso spagnolo Zara ed è diventato il primo brand di fast-fashion al mondo in termini di capitalizzazione di mercato. Secondo Nikkei Asia, alla chiusura delle borse di martedì 16 febbraio la holding giapponese Fast Retailing (che ha come brand principale proprio Uniqlo) ha raggiunto la cifra record di 103 miliardi di dollari mentre lo spagnolo Inditex (a cui fa capo Zara) 99 miliardi di dollari. La ragione, ancora una volta, è legata alla pandemia di coronavirus ma soprattutto alla velocità di ripresa del mercato cinese, vero traino del settore.

Le ragioni del successo di Uniqlo

La holding Fast Retailing comprende al suo interno brand come J Brand, Comptoir des Cotonniers, gli store di arredamento e design Muji e Uniqlo, il popolare brand di abbigliamento minimal sbarcato anche in Italia. Secondo "Business of Fashion" le azioni di Fast Retailing sono cresciute dallo sorso agosto, spronate dalla fiducia degli investitori sulla strategia di concentrarsi sul mercato cinese. La Cina è la chiave del successo: la prima nazione a essere devastata dalla pandemia è stata anche la prima a uscirne. E mentre i Paesi occidentali arrancano, i consumi nel Paese del Dragone sono ripresi a pieno ritmo: il 60% dei negozi di Uniqlo si trova in Asia, dove Zara ha circa il 20% dei suoi negozi. In Cina Uniqlo ha 791 punti vendita: è il secondo mercato più importante dopo il Giappone, dove gioca in casa. Ma il successo non si spiega solo con l'effetto Covid: Fast Retailing aveva già superato il colosso svedese H&M, confermando l'importanza strategica del mercato asiatico.