La violenza sulle donne è un fenomeno ancora molto diffuso nella società moderna ma, nonostante il numero delle vittime continua ad aumentare anno dopo anno, viene spesso sottovalutato. In molti casi non si dà la giusta importanza alle denunce e si finisce per intervenire quando ormai è troppo tardi, ovvero quando gli abusi si sono conclusi nel peggiore dei modi, con il femminicidio, È proprio per riportare l'attenzione sul tema, sensibilizzando l'opinione pubblica sulla necessità di affrontare la questione concretamente, che l'artista Vahit Tuna ha dato vita a un'opera molto particolare.

Al grido di "La violenza domestica è una ferita aperta e sanguinante", ha realizzato un vero e proprio muro di scarpe femminili in un edificio di Istanbul, le 440 paia di calzature, tutte nere e con il tacco, riempiono uno spazio di 260 metri, ognuna di loro rappresenta una donna uccisa dal partner. In tutto si contano 880 scarpe, diventate il simbolo di una realtà triste e straziante. Solo nel mese di agosto in Turchia sono state 49 le donne uccise dai mariti o dai compagni e anche nel resto del mondo le cose non vanno bene, nel 2017 le stime hanno stabilito che nel 58% dei casi di femminicidio i carnefici sono sempre i partner delle vittime. L'idea Vahit Tuna non è casuale, ha preso ispirazione da un'antica tradizione turca, secondo la quale dopo la morte di una persona i familiari devono appendere fuori l'ingresso dell'abitazione le sue scarpe. L'obiettivo è sfruttare i 6 mesi in cui il muro rimarrà allestito per trasformare quei tacchi in un simbolo di sfida e indipendenza, solo in questo modo la questione potrà finalmente essere affrontata con serietà e non più con indifferenza.