Amanda Saucedo è una mamma e la sua storia è decisamente straziante. Qualche tempo fa, stava dormendo nel suo letto quando, nel bel mezzo della notte, ha sentito il figlio di 30 giorni, Ben, agitarsi nel sonno. Per farlo calmare, ha deciso di portarlo accanto a sé, così da poterlo tenere sotto controllo nel caso in cui avesse avuto bisogno del suo aiuto. Quando però si è svegliata la mattina successiva, si è resa conto che era capitato qualcosa di tragico.

Ben giaceva senza vita nel suo letto, circondato da una pozza di sangue. “Appena l’ho guardato, ho capito cosa era successo. Per i primi minuti rifiutavo di accettarlo, ero incredula”, ha spiegato Amanda, ancora sotto choc. Si è ritrovata con il cuore spezzato e, come se non bastasse, ha convissuto per mesi con un intenso senso di colpa, credendo che fosse stata proprio lei a far perdere la vita al piccolo. In realtà, il bimbo era morto a causa di un soffocamento accidentale, anche se dall’autopsia non si è riuscito a capire cosa fosse accaduto in quegli attimi strazianti.

Amanda non riesce ancora a crederci e, nonostante non sia stata colpa sua, ricorda quel momento come il peggiore della sua vita. Oggi, il suo obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica per far capire alle neomamme che esistono delle pratiche precise per far dormire i propri piccoli nella posizione giusta, così da rendere il loro riposo sicuro. A lei non è andata bene e spera che nessun'altra si ritrovi a vivere un'esperienza da incubo come la sua.