Il trifoglio rosso (Trifolium pratense) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae, conosciuto anche come trifoglio dei prati. Cresce principlamente in prati umidi e in passato veniva utilizzato per il ciclo di rotazione delle colture: le sue radici, infatti, ospitano dei batteri capaci di fissare l'azoto, un elemento importante per migliorare la fertilità del terreno. Il trifoglio rosso ha molte proprietà benefiche e curative, alcune molto utili alle donne: è un fitoestrogeno naturale, aiuta a combattere i sintomi della menopausa e a lenire quelli legati alla sindrome premestruale. Inoltre previene l'osteoporosi, contrasta l'azione dannosa dei radicali liberi e non solo. Ma scopriamo quali sono le proprietà del trifoglio rosso, come utilizzarlo e quali sono le controindicazioni.

Proprietà e benefici del trifoglio rosso

Il trifoglio rosso è una pianta ricca di flavonoidi e isoflavoni, fitonutrienti dall'azione antiossidante, capaci anche di inibire la crescita delle cellule tumorali. Inoltre contiene sali minerali come calcio, magnesio fosforo, potassio, oltre a vitamina A, B12 e vitamine C, E e K.  L'infuso di trifoglio rosso aiuta in caso di bronchite, tosse e raffreddore, in quanto contrasta l'accumulo di muchi. Contiene inoltre piccole quantità di cumarine, sostanze che mantengono fluido e pulito il sangue, migliorando così la circolazione e riducendo la formazione di placche e coaguli. Grazie al contenuto di fitoestrogeni, aiuta a ridurre i sintomi della menopausa, come le vampate di calore, l'irritabilità e l'insonnia. Il trifoglio rosso è anche un rimedio naturale contro la sindrome premestruale: riequilibria gli ormoni e regola l'ovulazione, oltre ad alleviare il dolore al seno. Le sue proprietà antinfiammatorie aiutano a ridurre problemi di gastrite e dolore allo stomaco e sono utili anche in caso di alcune malattie della pelle, come psoriasi ed eczema: favorisce la guarigione e stimola la produzione di collagene. Gli isoflavoni contenuti nel trifoglio rosso, invece, contribuiscono alla riduzione di colesterolo nel sangue. Si ritiene che possa aiutare anche a prevenire l'aterosclerosi e l'osteoporosi, favorendo la mineralizzazione delle ossa.

Come utilizzare il trifoglio rosso

Il trifoglio rosso era conosciuto già dagli antichi romani e dai greci, per le sue proprietà curative. Questa pianta ha ripreso però a suscitare interesse negli anni Cinquanta, quando si è cominciata a indagare sul suo possibile utilizzo come fitoestrogeno naturale. Oggi è possibile usare il trifoglio rosso in forma secca, per la realizzazione di infusi, o assumerlo sotto forma di capsule. In fitoterapia, l'infuso di trifoglio rosso viene utilizzato per curare disturbi respiratori: utile in caso di tosse, bronchite e raffreddore, ma anche per dare sollievo in caso di gastrite o diarrea. L'infuso freddo viene utilizzato anche per realizzare impacchi, in grado di lenire probematiche della pelle come psoriasi, eczemi, acne ed eruzioni cutanee. Per preparare l'infuso di trifoglio rosso, versate 2 litri di acqua bollente su 2 cucchiai di fiori essiccati, lasciate in infusione per 10 minuti e filtrate. Come rimedio casalingo, l'infuso di trifoglio rosso veniva utilizzato, insieme alla lavanda, per curare le ferite, grazie alla sua azione cicatrizzante. Per utilizzarlo, bisogna lavare la parte infiammata direttamente con l'infuso freddo, oppure applicare delle garze bagnate, anche più volte al giorno.

Controindicazioni

Il trifoglio rosso deve essere somministrato in base all'età e alle problematiche specifiche di ognuno. Per questo è consigliabile consultare il medico o lo specialista che vi consiglierà le dosi giuste da assumere. L'uso interno del trifoglio rosso è controindicato nei bambini, nelle donne in gravidanza e allattamento e nei casi di: endometriosi, disturbi della tiroide, tumori alla mammella, alle ovaie e all'utero, fibromi uterini e tumore della prostata, a causa del suo elevato tasso di estrogeni. Il trifoglio rosso può inoltre interagire con diversi farmaci: anticoagulanti, contraccettivi a base di estrogeni, antiaggreganti piastrinici, progestinici, tamoxifene. Si consiglia quindi di consultare il medico se si soffre di qualche patologia o se si assumono farmaci. In caso di sovradosaggio si potrebbero verificare, dolori muscolari, eruzioni cutanee, nausea, mal di testa e sanguinamento vaginale.