Sara Anzanello ha 36 anni, è un’ex atleta di volley, ha giocato in serie A e ha collezionato numerose presenze in competizioni internazionali, come quella al Mondiale in Germania nel 2002,ma qualche tempo fa la sua vita è cambiata. Era il 2013 e lei era a Baku per una gara quando ha cominciato a stare male a causa di un’epatite fulminante, una malattia che può portare alla morte in pochi istanti. E’ stata colpita da dolori, febbre ed è entrata in coma per circa una settimana, fino a quando non è arrivato un fegato per lei.

"Nonostante le regole che stabiliscono l’anonimato del donatore e del ricevente, sono venuta poi a sapere tramite un articolo di giornale che l’organo era di un uomo di circa 50 anni colpito da un’aneurisma cerebrale”, ha spiegato la giocatrice, che non aveva mai avuto sintomi della malattia. Essendo una sportiva, aveva uno stile di vita sano e, come se non bastasse, tra analisi e visite varie, ha sempre tenuto sotto controllo il suo stato di salute. E' proprio per questo che la malattia le ha stravolto la vita.

La ripresa è stata molto lunga, è rimasta a letto per mesi, ha perso 25 chili, non riusciva a mangiare da solo ma, alla fine, è riuscita a tornare in forma. Ad aiutarla, la sua mentalità sportiva, che l’ha “allenata” a superare tutti gli ostacoli della vita con forza e coraggio. Oggi, a 3 anni da quell’incubo, Sara è tornata in campo, gioca nella serie B1 di Novara. Ora, vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del trapianto di organi, tessuti e cellule: è solo grazie a questa procedura medica se è riuscita a rimanere in vita.