Jessica Haldin è una ragazza di 26 anni, viene da Waikiki, nell'Australia occidentale, e ha la passione per le bambole realistiche. Ne ha moltissime e a ognuna dà addirittura un nome e un certificato di nascita. La sua vita non è stata semplice, quando era una bambina ha combattuto contro una grave forma di meningite che le ha fatto perdere le gambe e sfigurato le braccia. Oggi, anche se biologicamente è capace di avere un figlio, ha paura che non riuscirà mai a realizzare il suo sogno di diventare mamma o di prendersi cura di un neonato.

Non è indipendente e ha bisogno di una sedia a rotelle o dell'aiuto dei familiari per compiere delle semplici azioni quotidiane ed è per questo che ha scelto di "crescere" delle bambole, che la aiutano a soddisfare il suo naturale istinto materno. Ama nutrirle, fargli indossare abiti carini, giocare prendersi cura di loro, proprio come se fossero bambini in carne e ossa. "Ho due maschi e quattro femmine, ho imparato a coccolarli e a prendermi cura di loro nonostante la disabilità. Mi sento rinata", ha spiegato Jessica.

Le ha acquistate su eBay e sono dotate di un magnete che le permette di maneggiarle con facilità. Sa bene che quelle bambole non sono reali, non a caso non ha mai osato metterle in un passeggino, ma continua a passare del tempo con loro perché la aiutano a sentirsi molto meglio. Essendo stata colpita dalla malattia quando aveva solo 2 anni, non ricorda cosa significa avere degli arti normali ma è riuscita comunque ad andare avanti con le sue forze. Scherza spesso sul fatto che non ha gli arti ma, nonostante abbia accettato la disabilità, si sente infelice. La speranza è che prima o poi riesca ad avere dei bambini, così da trasformare in realtà il desiderio più grande della sua vita.