Tra il lockdown e le successive chiusure per la zona rossa tutti hanno dovuto rinunciare al parrucchiere per un po', facendo i conti con le bizze della chioma incolta. Mai quanto Nilanshi Patel, una ragazza di 18 anni indiana soprannominata "la Raperonzolo in carne ed ossa" per la sua lunghissima chioma: per dodici anni ha rinunciato a tagliare i capelli, entrando nel Guinness dei Primati nel 2018 per le ciocche più lunghe del mondo in una ragazza adolescente. Ma adesso Nilanshi ha deciso di tarci un taglio, letteralmente: ha raccolto il coraggio e si è fatta tagliare i capelli in un cortissimo caschetto con la frangia. Il video dell'incredibile trasformazione è stato pubblicato sul sito ufficiale del Guinness dei Primati, l'autorità globale in fatto di record.

I capelli di Nilanshi Patel dopo il taglio
in foto: I capelli di Nilanshi Patel dopo il taglio

Perché aveva smesso di tagliare i capelli

Tutto è iniziato quando aveva sei anni, dopo una brutta esperienza dal parrucchiere: da quel giorno Nilanshi non aveva più voluto far toccare i suoi capelli a nessuno. In dodici anni le ciocche color nero corvino erano cresciute quasi fino a terra, sfiorandole le caviglie. Dal 2018, la ragazza ha vinto il titolo di "capelli più lunghi del mondo" per tre anni di fila: l'ultima volta che sono stati misurati, a luglio, sfioravano i due metri. Ma raggiunti i diciotto anni, la ragazza indiana ha deciso che era ora di cambiare look e ha tagliato i suoi capelli da record. Il fatidico momento è stato immortalato dalle telecamere. "Sono molto emozionata, e anche un po' nervosa", dice Nilanshi nel video condiviso dal canale Instagram del Guinness dei primati. Adesso le ciocche saranno esposte nel museo "Ripley's Believe It or Not! ", che raccoglie oggetti bizzarri al limite dell'inverosimile, e nel Guinness World Records Museum di Hollywood. Il museo però ha fatto sapere che la madre di Nilanshi, Kaminiben, donerà i suoi capelli alle associazioni di beneficienza: anche se non sono "da record" faranno comunque del bene a qualcuno meno fortunato.