Lo stress è considerato il male del 2000, ma ora c'è il rischio che diventi anche un male al femminile. È quanto emerge da uno studio comparativo condotto dall'Università di Cambridge, confrontando i dati raccolti per 48 ricerche in varie parti del mondo: le donne soffrono di stress 1,9 volte in più rispetto agli uomini.  Per entrambi i sessi poi, nel mondo occidentale, il picco del rischio si raggiunge prima dei 35 anni, ma per l'intero arco della vita la forbice tra uomo e donna rimane costante.

Il problema sarebbe dettato dal fatto che, oltre ai ritmi frenetici della vita contemporanea e agli impegni lavorativi, sul gentilsesso continuano a gravare anche i compiti ereditati dalla tradizione: casa, figli e persino la responsabilità di eventuali parenti anziani o bisognosi di cure particolari. Ben felici di condurre la propria autonoma vita lavorativa e di affrontarne i compiti, le donne non hanno però subìto, culturalmente e praticamente, nessuno sgravio rispetto a ciò che un tempo ci si aspettava da loro, trovandosi divise tra mille sfere diverse e sovraccaricate.

Un'altra possibile causa, secondo la responsabile dello studio Olivia Remes, è da ricercare nelle differenze psicologiche tra i sessi, da approfondire con ulteriori studi. Le donne sarebbero più portate a internalizzare i loro problemi, e questo accade a maggior ragione con stati di ansia e preoccupazione, andando a innalzare delle barriere di silenzio che finiscono col peggiorare la situazione. Gli uomini, invece, a parità di condizioni, tenderebbero maggiormente a sfogare verso l'esterno l'agitazione e lo stress. Secondo Remes, poi, sarebbe interessante approfondire anche l'aspetto delle differenze ormonali e biologiche.

Gli autori della ricerca, comunque, concordano sul fatto che questi risultati, mostrando quanto problemi legati ad ansia e stress siano diffusi, e con picchi così alti nei giovani e nelle donne, debbano essere un importante spia per comprendere l'importanza della cura e della prevenzione di queste problematiche, spesso ancora ignorate o sottovalutate, che possono sfociare in conseguenze anche gravi.