san valentino

Valentino da Interamna, vescovo romano, nacque da una famiglia pagana nel 176 e si convertì al cristianesimo quando ancora era forte il culto pagano. Si scontrò per questo con Claudio II il Gotico, (214-270) e con Aureliano che lo arrestò e lo fece uccidere nel 273 d.c. Nel 496 papa Gelasio I istituì la festa di San Valentino il 14 febbraio. Nel complesso delle sette chiesette di Monselice, dove riposano le spoglie del santo, la leggenda narra che, a coloro che salivano al Santuario delle "Sette chiese", veniva impartita una particolare benedizione quella “Di San Valentino" che avrebbe dovuto scongiurare l'insorgere nei bambini del "mal caduto" (epilessia). Infatti, nella cerimonia s’invocava la protezione per una malattia tipica dei bambini: "il male di San Valentino". Il 14 febbraio vengono benedette delle piccole chiavi che non solo vengono scambiate tra gli innamorati ma vengono legate ad una catenina e messe al collo dei neonati per proteggerli dall'epilessia. Questa festa ebbe origine solo nel 1671 e, da allora, i cattolici si raccomandano a S. Valentino anche contro i dolori di pancia ed i malocchi a cui credono. Questo per raccontare come San Valentino sia visto come un protettore di coloro che soffrono, anche perché si credono colpiti dalla "sfortuna", ciò che succede a molte persone che pensano di trovarsi in una condizione sfavorevole solo perché single. La festa di San Valentino, infatti, oltre a rappresentare il giorno simbolo dell'amore, porta con sé una serie di problematiche: si parla proprio di "Sindrome di San Valentino" per esprimere lo stato in cui si trovano, alcuni single, nel giorno della festa degli innamorati. 1 donna 30enne single su 2 e 1 donna 40enne su 3 soffre di questa sindrome che scatena tristezza e depressione in questa giornata in cui, chi è solo, si sente escluso.

Sindrome di San Valentino: i consigli dello psicologo

Ci si sofferma sempre sul fatto che San Valentino è la festa degli innamorati, il giorno per esaltare l’amore e le diverse forme in cui questo si presenta. Non esiste solo questo lato della medaglia perché al mondo non esistono sono le coppie e gli innamorati (che non sempre si ritrovano a vivere una storia con la persona del cuore). I single sono l’altra metà della mela, sono le “vittime sacrificali” di questo giorno e una ricerca ha dimostrato che il 35 percento di questi sono a rischio depressione a causa dell’impossibilità di festeggiare San Valentino. A rendere pubblici questi risultati è l’Accademia Internazionale “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche. L’allarme è alto, la tristezza della festa degli innamorati può davvero compromettere l’equilibrio psicofisico del single. Lo psicologo specifica che «il rischio maggiore lo corre chi è rimasto single da poco, mentre i single da lunga data ne sono immuni perché hanno avuto il tempo di adottare tecniche di compensazione». Inevitabilmente ognuno di noi, oggi, si ritrova a guardare al passato, a rendere visibile a se stesso l’insuccesso nell’ambito affettivo. Peggiore, come sottolinea Stefano Benemeglio, è la reazione di coloro che fanno finta di nulla. Ignorano la festa, ma anche per loro è inevitabile incontrare coppie, mano nella mano, che festeggiano. Amici che sono partiti per concedersi uno spazio tutto per loro. I consigli sono molteplici. Uscire con gli amici, andare al cinema, anticipare i festeggiamenti per San Faustino. «È fondamentale non cadere nella trappola di pensare di essere anormali a causa della solitudine» . Queste le parole di Benemeglio in merito alla strategia che i single debbano attuare.

Come affrontare il primo appuntamento e vincere l'ansia di San Valentino

Chi, invece, si ritrova ad affrontare il primo appuntamento proprio nel giorno di San Valentino, può essere colpito da ansia rischiando di soffrire di "Sindrome da coppia", che si presenta con balbettii e mani sudate. Per vincere questa situazione, che potrebbe rovinare il vostro primo appuntamento di San Valentino, lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Sant'Agostino di Milano e autore del libro "Vincere l'ansia con l'intelligenza emotiva" ci dà alcuni consigli: "…amare non è facile e spesso genera le cosiddette ‘pene' d'amore, forme d'ansia che possono essere particolarmente spiacevoli. Questo sentimento ci pervade completamente e sottrarsi alla sua intensità è impossibile, nel bene e nel male. Così come non nasciamo emotivamente intelligenti, ma costruiamo le nostre competenze plasmando con l'esperienza le doti innate, non nasciamo neanche abili amatori, ma impariamo strada facendo". Inoltre, continua il dott. Cucchi:"Quando conosciamo una persona che ci attrae irresistibilmente e, verosimilmente, avvertiamo quella che prima abbiamo chiamato sindrome da cotta, possiamo sperimentare anche alcune forme d’ansia. Questo è normale – assicura – perché l'amore alimenta le aspettative e come sempre le aspettative generano ansia". Sono soprattutto i maschi leader a soffrirne perché temono una sconfitta. Tra i consigli per vincere questa ansia c'è quello di sentirsi liberi di sbagliare, senza pensare che dobbiamo essere perfetti a tutti i costi, inoltre è inutile provare a stupire l'altro trasformandoci in ciò che non siamo per "fare colpo": la cosa migliore è restare sé stessi e cercare di capire in che modo possiamo mettete a proprio agio l'altra persona e noi stessi. Infine è inutile pianificare troppo e rischiare di rovinare tutto, meglio evitare di voler tenere il controllo a tutti i costi e godersi il momento.