sacchetti biodegradabili e sportine di tela

Se ancora non lo sapete, dal 1 gennaio 2011 è entrato in vigore il divieto di utilizzare sacchetti di plastica. Tuttavia se ancora i commercianti ve li danno, non alteratevi: è permesso smaltire le scorte purchè non ve li facciano pagare. Le buste di plastica saranno sostituite da sacchetti biodegradabili e da sportine riutilizzabili che i negozianti già stanno distribuendo da qualche tempo. E se ancora non ne avete, potete attrezzarvi con delle simpatiche borse shopping di stoffa colorata, lavabili e riutilizzabili tutte le volte che vogliamo. Intanto c'è chi dimostra tutto il proprio scetticismo nei confronti dei sacchetti biodegradabili che "sono cari e meno resistenti". Vediamo regione per regione come ci si sta attrezzando all'eliminazione dei sacchetti di plastica.

Toscana: c'è gruppo Unicoop Firenze e Tirreno come precursore dell'iniziativa dal momento che già dal 2009 utilizza solo sacchetti biodegradabili, borse in stoffa di cotone sempre riutilizzabili, e buste in mater-bi, una pellicola biodegradabile e ha lanciato una campagna per eliminare le bottiglie di plastica dell'acqua;

Sicilia: già dallo scorso aprile all'Ipercoop di Palermo distribuiscono sacchetti biodegradabili anche se questi ultimi si presentano meno resistenti al peso dei prodotti. E anche Auchan dal luglio del 2009 ha eliminato le buste regalando borse riutilizzabili in tela;

Campania: sebbene con la delibera 1893 il Comune di Napoli abbia vietato l'uso dei sacchetti di plastica, purtroppo nei negozi di quartiere è facile ritrovarsi sullo scontrino il costo della busta; diversa la situazione nei grandi punti vendita e nei centri commerciali dove già da un pò sono comparsi i sacchetti biodegradabili o quelli riutilizzabili;

Calabria: Confcommercio Calabria ha stimato che tra pochi giorni, al massimo una settimana, saranno completamente esaurite le scorte delle vecchie buste di plastica ed entreranno nei negozi e nella grande distribuzione i nuovi sacchetti biodegradabili;

Liguria: sono alcuni mesi ormai che a Genova le principali catene di supermercati hanno adottato i sacchetti biodegradabili ed altre si avviano ad esaurire le scorte di quelli di plastica; purtroppo alle casse c'è chi ancora aggiunge 5 centesimi per quelli vietati;

Emilia Romagna: Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente ha sottolineato che questo "è un meccanismo che non penalizza nessuno, la grande distribuzione deve solo dotarsi delle giuste sporte", mentre quelli che più faranno sentire le proprie lamentele sono i produttori di plastica che però erano avvisati da tempo. Se i grandi supermercati si sono adattati con facilità, la comunicazione sembra essere il maggiore ostacolo soprattutto i market gestiti da pakistani e bangladesi, che della nuova normativa sembrano sapere poco o nulla;

Piemonte: quasi tutti i grandi supermercati, hanno già finito le scorte dei vecchi sacchetti in plastica o le stanno esaurendo gratuitamente e intanto i nuovi sacchetti a base di amido di mais vengono venduti più o meno da tutti a 10 centesimi, anche se alcuni negozi più cari del centro li regalano.