Clavin Klein è uno dei brand di moda americani più famosi al mondo e di recente ha annunciato un cambiamento epocale: ha chiuso la collezione prêt-à-porter. La decisione arriva dopo l'addio del direttore creativo Raf Simons avvenuto alla fine del 2018. Da quel momento in poi il marchio ha vissuto un periodo di discontinuità dal punto di vista economico e si è visto costretto a prendere questa decisione drastica.

Calvin Klein, la rivoluzione dopo l'addio di Raf Simons

Raf Simons è diventato direttore creativo di Calvin Klein nel 2016 ma alla fine dello scorso anno ha deciso di abbandonare l'azienda, dicendo addio alla sua linea sofisticata e concettuale chiamata "205W39NYC", precedentemente conosciuta come "Calvin Klein Collection". Nei mesi successivi il brand ha vissuto un periodo di discontinuità, cosa che ha obbligato i proprietari cambiare strategia. Nessuno, però, si sarebbe mai aspettato che avrebbero rinunciato completamente alla collezione prêt-à-porter, ovvero quella che veniva curata dal designer belga. L'azienda ora dovrà licenziare 50 impiegati nella sede di New York e altri 50 in quella milanese, mentre per quanto riguarda lo show-room in rue de Granelle a Parigi voluto da Raf Simons per la sua linea non si conoscono ancora le sorti, anche se lo smantellamento sembra essere inevitabile. Come se non bastasse, Michelle Kessler-Sanders, presidente delle collezioni 205W39NYC e Calvin Klein by Appointment, lascerà l'incarico entro giugno, così da gestire la fase di chiusura del business, mentre Steve Shiffman continuerà a essere il CEO. Attualmente Calvin Klein sarebbe alla ricerca di un fashion director che dovrebbe supervisionare le collezioni denimwear, underwear e beauty e ha annunciato che continuerà a presentare i suoi capi in un'ampia varierà di formati.