Donna Zavaglia ha 42 anni, viene da Geelong, Victoria, e un semplice intervento per eliminare le vene varicose dalle gambe si è trasformato in un incubo. Aveva 30 anni quando ha accettato di sottoporsi all’operazione, dopo che le iniezioni meno invasive che le erano state consigliate dai medici non avevano funzionato. Una volta uscita dalla sala operatoria, è rimasta in ospedale per 24 ore con delle bende sulle gambe e, non essendoci stati effetti collaterali, è stata poi mandata a casa. Nella notte successiva, però, qualcosa non è andata bene.

Donna ha cominciato a sentirsi male, gli arti le si sono arrossati e le facevano così male che non riusciva neppure ad alzarsi. “Avevo la nausea e le dimensioni delle mie gambe erano raddoppiate. Ogni volta che le toccavo, sentivo un dolore incredibile”, ha spiegato la donna. Corsa d’urgenza in ospedale, il medico le ha comunicato che aveva contratto una fascite necrotizzante, un’infezione provocata da un insetto carnivoro. Quest’ultimo le ha letteralmente “divorato” la carne, fino ad arrivare all’osso, mettendo a rischio la sua vita.

Da quel momento in poi, i chirurghi hanno provato a curarla in tutti i modi e, quando stavano per perdere le speranze, hanno trovato un farmaco che poteva fermare quell’insetto. Oggi, Donna sta bene ma da quel tragico evento ha imparato che bisogna godersi la vita ogni giorno perché da un momento all’altro tutto potrebbe cambiare. Lei non avrebbe mai pensato che un intervento per eliminare le vene varicose si sarebbe trasformato in qualcosa di drammatico, eppure è successo.