Le donne che decidono di intraprendere la carriera medica sono sempre più numerose e, anche se a volte vengono discriminate, pagate meno e sostenute con meno fondi di ricerca, riuscirebbero a raggiungere risultati migliori dei loro colleghi maschi.

Secondo uno studio pubblicato sul Jama Internal Medicine, sarebbero proprio le donne a fornire delle cure migliori ai loro pazienti. In particolare, sono stati analizzati i dati di oltre un milione e mezzo di visite ospedaliere tenutesi negli Stati Uniti dal 2011 al 2014 e i risultati sono stati chiari: il 30% dei medici che avevano fornito delle cure era di sesso femminile e, quasi sempre, i casi di morte e di nuove ospedalizzazioni sono diminuiti entro i 30 giorni dall'arrivo in ospedale. In pratica, le donne sarebbero capaci di ridurre il rischio di possibili problemi di salute del 4-5%. Il motivo di un fenomeno simile sarebbe molto semplice: a differenza degli uomini, le donne tendono a fornire cure preventive e supporto psicologico e, come se non bastasse, sarebbero più scrupolose nel seguire le linee guida.

"Le donne tendono a far durare più a lungo le visite e avere un approccio focalizzato sulla comunicazione incentrata sul paziente, con un atteggiamento rassicurante e incoraggiante", hanno scritto Anna Parks e Rita Redberg nell'editoriale della rivista. Insomma, pare proprio che, quando lo specialista è donna, i pazienti vivono di più, tanto da poter potenzialmente arrivare a una diminuzione di 32.000 morti ogni anno. Gli studi futuri si propongono di raggiungere risultati che possano garantire maggiore parità di trattamento dei sessi in campo professionale.