L’intervento chirurgico per ingrandire il seno è ancora oggi tra i più richiesti dal sesso femminile, anche se negli ultimi anni le protesi usate sono spesso finite al centro delle polemiche poiché difettose o prodotte con materiali scadenti che mettono a rischio la salute. Per evitare altri scandali come quello delle Pip, il servizio sanitario britannico ha pensato a una soluzione ideale: dare alle protesi mammarie dei codici a barre, così sapere precisamente chi è la paziente che le porta.

Il progetto si chiama Scan4Safety ed è stato finanziato dal governo inglese, che ha messo a disposizione ben 12 milioni di sterline per trasformarlo in realtà. Grazie al codice di riconoscimento è possibile risalire al medico che ha somministrato il trattamento, all’ora e al luogo in cui quest’ultimo è avvenuto, così da capire precisamente cos'è che è andato storto in caso di effetti collaterali. La cosa potrebbe rivoluzionare per sempre la sicurezza delle donne che si sottopongono a interventi simili poiché riuscirebbe a salvare vite e ad evitare errori umani. “Si tratta di una novità nel settore sanitario, capace di rendere più sicure e trasparenti le procedure”, ha spiegato Jeremy Hunt, membro del parlamento britannico, che ha sostenuto con forza l'iniziativa.

In caso di ritiro del prodotto, si potrà facilmente e rapidamente rintracciare la protesi coinvolta nello scandalo e il paziente a rischio e, come se non bastasse, nel giro di qualche anno, il servizio sanitario riuscirebbe a risparmiare circa un miliardo di sterline. A questo punto, non resta che aspettare l'arrivo delle protesi con il codice a barre nel mondo della chirurgia plastica.