Lady Diana oggi, 1 luglio 2016, avrebbe compiuto 55 anni. Quasi 19 sono passati da quella tragica notte del 31 agosto 1997 in cui ha perso la vita, ma il suo ricordo è ancora più vivo che mai e la sua luce non sembra minimamente accennare a spegnersi. Lady D è stata tante cose: una principessa tra le più belle che la storia ricordi, una giovane trasgressiva, una madre amorevole, coniuge in una coppia travagliata, benefattrice instancabile. In ognuno di questi aspetti risiede un pezzo del suo mito. In tanti l'hanno accostata ad altre grandi donne del passato. Su tutte Marilyn Monroe, con cui ha condiviso una scomparsa tragica e misteriosa, arrivata troppo presto, commemorata con la stessa splendida canzone, Candle in the wind di Elton John. Il loro fascino senza tempo e velato di malinconia, però, differiva per un aspetto sostanziale: Marilyn era sempre stata una provocatrice, una che giocava con la sua bellezza per mostrare al mondo i suoi limiti, Diana, invece, è stata innovativa semplicemente rimanendo se stessa.

Diana, la semplicità dell'anticonformismo

Entrata a Buckingham Palace in punta di piedi, con la sua proverbiale timidezza, ha subito rotto gli schemi senza neanche volerlo. La sua semplicità ha portato qualcosa di diverso nella torre d'avorio della Famiglia Reale, conquistando l'amore dei tanti che hanno visto in lei una persona normale, terribilmente più vicina rispetto all'alterità a cui erano abituati. Eleganza e raffinatezza, che non le mancavano di certo, non erano il frutto dell’ingessata etichetta di corte, ma di naturalezza e disinvoltura. Per lei, che era stata bambinaia e maestra d’asilo, abituata al lavoro e a vivere da sola, era del tutto normale scegliere un abito all’ultimo minuto e ritrovarsi ristretta in un capo di due taglie in meno e decisamente troppo scollato per un’occasione formale, indossare pantaloncini per andare a passeggio, o gonne dalle trasparenze audaci senza neanche farci caso. Figuracce irreparabili per la Famiglia Reale, forse, ma simpatiche stravaganze per chi aveva scelto di amarla.

Diana Spencer era bellissima, così affascinante forse proprio perché non le importava affatto di esserlo. E tutti gli incidenti sexy di cui si era ritrovata inconsapevole protagonista non erano certo una trovata di marketing, per dirla in termini contemporanei. Erano frutto di sbadataggine, della semplice noncuranza di una persona normale. Non voleva essere una star, non voleva essere una ribelle, voleva essere solo se stessa. E la sua spontaneità, forse anche a dispetto dei suoi desideri, è stata la chiave che le ha aperto le porte dell'eternità. Basta pensare che, mentre a corte le sue scelte di stile erano tanto discusse, alcuni tra i suoi vestiti più celebri e chiacchierati sono stati battuti all'asta per cifre da capogiro. È il caso, ad esempio, del sensualissimo abito di velluto scuro, disegnato da Victor Edelstein, con cui ballò con John Travolta durante un party organizzato dal presidente Regan, da allora noto come "Travolta dress", venduto nel 2011 per oltre 500.000 dollari. O del "Revenge dress", l'abito corto di seta nero disegnato per lei da Christina Stambolian, indossato per una festa organizzata da Vanity Fair appena dopo l'intervista in cui si scagliava contro i tradimenti del marito, venduto nel '97 per 74.000 dollari.

Lady Diana balla con John Travolta (@pixabay)
in foto: Lady Diana balla con John Travolta (@pixabay)

Proprio come una persona normale, Lady Diana aveva avuto grandi difficoltà nel gestire la notorietà che le era piombata addosso fin dai primi tempi in cui aveva frequentato il principe Carlo. Dopo i primi scatti rubati e i primi agguati dei paparazzi, la situazione non aveva fatto che peggiorare, toccando il picco nei periodi precedenti il divorzio. La principessa soffriva molto per queste invasioni continue della sua privacy, a cui si sommò presto il dolore per le poche attenzioni dedicatele dal marito. Ha raccontato spesso quanto Carlo non perdesse occasione per sottolineare la sua inadeguatezza alle situazioni, causandole grandi dispiaceri. E così depressione e stress entrarono presto nella sua vita. Ha confessato di aver più volte pensato al suicidio e di essersi abbandonata a gesti estremi per cercare di attirare l’attenzione del marito, come quando si è lasciata cadere dalle scale a 12 settimane di gravidanza, incinta del primo figlio.

Madre premurosa e benefattrice instancabile

Nonostante questo, nemmeno i suoi più accaniti detrattori poterono imputarle nulla dal punto di vista umano. Fu una madre esemplare e premurosa, attentissima alle esigenze dei figli e sempre pronta a subordinare i suoi impegni ai loro. E sul suo ruolo era assolutamente intransigente, finendo spesso a scontrarsi con l’etichetta di palazzo e con i voleri e le tradizioni della Famiglia Reale.

Lady Diana con i figli Henry e William e il marito Carlo
in foto: Lady Diana con i figli Henry e William e il marito Carlo

L’amore per il prossimo e in particolare per i bambini erano così forti in lei che non si è accontentata di curare soltanto i suoi bambini. Fin dai primi viaggi ufficiali, la principessa Diana prendeva dei momenti per sé da dedicare alla visita di ospedali e centri di ricerca per malattie infantili, sotto la guida spirituale di Madre Teresa di Calcutta, conosciuta durante una visita ufficiale e con cui rimase sempre amica. Solo per la beneficenza e per le cause in cui credeva aveva fatto leva sul suo status, finanziando tantissime attività di ricerca. Il suo ultimo impegno fu per l'abolizione delle mine antiuomo, e le sue foto con giubbotto e caschetto mentre ispezionava un campo minato in Jugoslavia fecero il giro del mondo. Pochi mesi dopo la sua morte quella campagna vinse il Nobel per la pace e in molti hanno sottolineato il suo ruolo nella ratifica della Conferenza di Ottawa che ha di fatto abolito l'uso bellico delle mine.

Un personaggio complesso, quindi, difficile da riassumere in poche righe. Principessa triste? Si e no. Si perché il dolore l'ha sempre accompagnata durante tutta la sua vita, dall'infanzia segnata dal divorzio dei genitori, alla tristezza di un grande amore naufragato sotto le luci dei riflettori. No, perché nonostante tutto Diana non ha mai perso la sua ironia e il suo ottimismo, contagioso persino dallo schermo di una tv. Un dualismo, ancora una volta, che riusciva a ricomporsi solo in quel sorriso magnetico e spontaneo seppur velato di inquietudine. Un sorriso che si trova proprio su quella linea di confine labile in cui gioia di vivere e malinconia per un attimo si toccano.