I nonni sono tra le persone più importanti al mondo nella vita di un bambino e tutti quelli che hanno avuto la possibilità di conoscerli durante l'infanzia lo sanno bene, tanto che continuano a custodire quei dolci ricordi a vita. Non è un caso che Angelica, la studentessa di Bordano che ha vinto il concorso letterario promosso dal Senato, abbia dedicato il suo meraviglioso tema, definito il migliore in Italia, proprio alla nonna Elsa malata di Alzheimer.

Si chiama "Non ti scordar di me" e descrive in modo tenerissimo tutti i momenti più belli passati in sua compagnia. Nell'opera si legge:

Avevi delle mani bellissime, sai, a volte mi sembra ancora di vederle mentre stringono la stoffa dei pantaloni del pigiama che indossi. Ricordo anche quello; come ricordo la tua tuta grigia e pesante e tutte le volte in cui papà ti ha nascosto le pastiglie nei fagiolini pur di fartele prendere. Ti vedo sulla poltrona, seduta accanto al nonno, e poi sul letto, mentre Loredana ti cambia. Ti sento cantare i ritornelli che avevi imparato da bambina, e mentre inutilmente cerchi tua madre. Penso a tutte le volte in cui, come se una vita non fosse bastata a distinguere le fattezze delle tue nipoti, mi hai chiamata Anna, nome breve e facile da tenere a mente, anche se io non capivo.

La ragazzina ha ricordato in modo nitido il sorriso della nonna e ha raccontato del senso di impotenza e di rabbia provato quando ha scoperto quello che le stava succedendo. Ha passato notti in bianco terrorizzata dall'idea che potesse arrivare una terribile notizia mentre dormiva, si è dovuta spesso chiudere in bagno per piangere e ha trovato tutto dannatamente ingiusto, visto che la nonna era sempre stata gentile con tutti. Oggi non può fare a meno di sognare la sua voce che le raccontava le favole, i suoi baci sulla fronte, i suoi pranzi, consapevole del fatto che non ha avuto troppo poco tempo per viverla al 100%.

L'unica cosa che la rincuora è il fatto che ha avuto la possibilità di conoscerla e di amarla più di ogni altra cosa anche solo per un istante. "Scrivere di te è sprofondare tra ricordi che ormai mi sembrano lontanissimi, significa tornare a inquadrare nitidamente il tuo viso, provare in tutta la loro concretezza sensazioni che credevo di aver sepolto. E' doloroso ma è bellissimo, è come una presa di coscienza", ha continuato Angelica. Di fronte parole simili è difficili non emozionarsi, è proprio questa capacità di parlare a cuore aperto di un argomento così difficile che ha permesso alla ragazzina di ottenere un premio tanto ambito.