Brooke Beaton ha 27 anni, è mamma di due bambini e viene dal South Dakota. Lo scorso 22 agosto, al termine di una futile lite, è stata aggredita dal suo fidanzato, che le ha lasciato due occhi neri ed una spalla contusa. “Improvvisamente si è arrabbiato, mi ha dato un pugno in faccia ed ha cercato di soffocarmi. Addirittura voleva portarmi via il telefono”, ha raccontato la ragazza.

Brooke non si è lasciata sopraffare dalla paura ed ha deciso di reagire. Il giorno successivo alla tragedia ha chiamato la polizia: il suo ex compagno è stato arrestato per aggressione aggravata e per mancato soccorso. Subito dopo, la donna ha iniziato una campagna di sensibilizzazione contro la violenza domestica. Con l’aiuto della sua amica fotografa Tiffany Thoelke è diventata la protagonista di un servizio fotografico postato su Facebook, usato per pubblicizzare il suo messaggio di sensibilizzazione con l'hashtag #SilenceHidesViolence.

Sono molte le donne che hanno appoggiato la sua iniziativa, rendendola virale, e che le hanno inviato dei messaggi di sostegno. Brooke ha dato a molte il coraggio di uscire finalmente allo scoperto. Addirittura nella sua stessa città si sono registrati 180 casi di aggressione aggravata e 518 di violenza domestica in pochi giorni. Alcune delle vittime sono giovanissime. L’obiettivo di Brooke è quello di dare voce a tutte le ragazze che non hanno avuto la sua stessa lucidità, ma che si ritrovano con lividi e contusioni semplicemente perché si sono ribellate ai propri partner. La violenza domestica può essere denunciata e combattuta, basta chiedere aiuto.