La Polonia è uno dei paesi europei con le leggi più oppressive e severe in fatto di aborto. Il 90% della popolazione è cattolica e non approva l’interruzione di gravidanza. Lo stato l'ha infatti dichiarata illegale, a meno che non avvenga entro le prime 12 settimane dal concepimento in caso di stupro, incesto o problemi del feto. Inoltre, solo di recente il governo ha autorizzato l’utilizzo della pillola del giorno dopo che fino a poco tempo fa era vietata.

E’ proprio per rivendicare i diritti delle donne polacche che l’associazione no profit dei Paesi Bassi, chiamata "Women on Waves", ha lanciato con un drone delle pillole abortive nel paese. Jula Gaweda, una delle principali rappresentanti dell'organizzazione femminista polacca Feminoteka, ha affermato: “L'operazione è andata bene. Ha un valore simbolico poiché dimostra che bastano pochi chilometri di distanza per creare un divario enorme in fatto di rispetto dei diritti femminili”. Due donne sono riuscite a prendere alcune delle pillole abortive, molte altre sono finite nelle mani di alcuni manifestanti antiabortisti che le hanno distrutte.

Poco dopo che "Woman on Waves" ha comunicato che il drone “dell’aborto” sarebbe partito dalla Germania ed arrivato in Polonia, sono state molte le proteste che si sono scatenate nel paese. Addirittura le riviste ultra-cattoliche lo hanno definito il “drone della morte”. L’obiettivo di questa iniziativa era semplicemente spronare il paese, con la speranza che presto il governo decida di eliminare delle leggi sull’aborto così severe che impediscono alle donne di far valere i propri diritti umani.