Pauline Potter ha 51 anni, viene da Sacramento, in California, e prima di subire un bypass gastrico pesava 317 chili. Prima dell’intervento, dipendeva completamente dal suo figlio ventunenne, Dillon, e da sua nipote Megan. Non riusciva a mangiare e a lavarsi da sola, ma ben presto questa situazione è diventata insostenibile. “Sono assolutamente intrappolata in questo corpo. Mi sento come se stessi morendo un po’ ogni giorno”, diceva la donna. Dopo aver finalmente realizzato che la sua obesità avrebbe potuto avere delle ripercussioni terribili sulla sua salute, Pauline, insieme a suo figlio, ha deciso di trasferirsi a Houston, in Texas, per ricevere le cure di uno specialista, il dottor Younan Nowzaradan. Dopo aver fatto l’intervento, però, la donna si è rifiutata di alzarsi dal letto.

I medici l’hanno avvertita che, se non comincerà a camminare, potrebbe andare incontro alla morte, poiché la mancanza di attività fisica farà sviluppare un coagulo di sangue all’interno del suo corpo. Pauline afferma di provare ancora dolore allo stomaco a causa dell’intervento e sarebbe proprio per questo motivo che non vorrebbe alzarsi. Il dottore che la segue ha però dichiarato: “Il suo atteggiamento è il suo problema più grande in questo momento. Lei deve ancora prendere coscienza di essere in buona salute. Se non lo fa, l'intervento sarà stato inutile. Questa è la sua ultima possibilità. Spero che la sfrutti”. Il medico, nonostante gli sforzi di convincimento, non dà speranze a Pauline. Se continuerà con questo atteggiamento non sopravviverà per più di un anno.