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Perché Virgil Abloh era il più grande di tutti

Si è spento a Chicago a 41 anni Virgil Abloh, designer iconico della sua generazione. Direttore artistico della linea uomo di Louis Vuitton dal 2018, Abloh aveva fondato a Milano Off-White.
A cura di Maria Acciaro
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Come mai Virgil Abloh è stato così prominente? Perché è stato il primo art director dichiaratamente post-moderno, a cui bastava cambiare il design di un oggetto di appena il 3% per farlo proprio. Perché è stato il primo a portare non solo il logo, ma la scrittura concettuale, nel prêt-à-porter.

Dopo il diploma in una scuola cattolica di Chicago, Abloh si laurea in ingegneria, per poi conseguire un master in architettura. Fino all’incontro con Kanye West, conosciuto per la prima volta mentre lavorava in una tipografia di Chicago. L’incontro con West ha senza dubbio cambiato la vita di Abloh. I due decidono di voler operare nel mondo della moda, così contattano la Central Saint Martins per iscriversi a un Master in Fashion Design. Pare che la responsabile del programma abbia risposto loro che quella scelta non aveva senso, dato che la loro conoscenza pregressa del mondo dello streetwear era notevole. Così, nel 2009, Abloh e Kanye West accettano uno stage da Fendi a Roma. Per 500 euro al mese. Parlandone alla stampa, in seguito, il designer ha raccontato di aver passato la maggior parte del tempo in redazione a fare caffè e stampare fotocopie. Vi immaginate Kanye West che vi porta il caffè in ufficio? Da quel momento in poi, da bravi stagisti, i due diventano inseparabili. Durante l’internship, Abloh conosce Michael Burke, futuro CEO di Louis Vuitton. Pare che, all’epoca, Kanye e Abloh non avessero idea di come disegnare un logo o una stampa e che, quindi, progettassero tutto in Photoshop.

Al Met Gala
Al Met Gala

Un anno dopo, West nomina Abloh direttore artistico della sua agenzia creativa, Donda. Nel 2009, Kanye e Virgil partecipano per la prima volta alla sfilata di Vuitton a Parigi, brand con il quale Kanye stava collaborando al design di un paio di sneakers. Pare che, nonostante Kanye avesse già vinto vari Grammy, all’epoca i due venissero ancora trattati come outsider dal fashion system. Nel 2010, Virgil Abloh è direttore creativo del quinto album di Kanye West, My Beautiful Dark Twisted Fantasy, con un dipinto originale (ma censurato) di George Condo in copertina. Dicono sia stato proprio Abloh a proporre Condo per la cover.

Nel 2013, l’art director di origini ghanesi lancia il brand Off-White, con sede a Milano. Reso iconico dall’utilizzo di elementi grafici e testuali, come le virgolette, Off-White raggiunge velocemente il successo, portando Abloh a collaborare con varie multinazionali, come Nike e Ikea. Altrettanto iconica è infatti la collezione The Ten, lanciata con Nike nel 2017, per cui è stato chiesto ad Abloh di riprogettare i dieci modelli di sneakers più venduti. Secondo l’art director, modificando qualsiasi cosa soltanto del 3%, si può comunque giungere a un prodotto innovativo.

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Il 25 marzo 2018, Abloh è stato nominato direttore artistico della linea uomo di Louis Vuitton, diventando di fatto il primo designer di colore al timone di una storica casa di moda francese. Trasponendo nella moda la solidarietà dell'hip-hop, che fa della collaborazione tra artisti un modo per portare a galla giovani talenti, Abloh passa di collaborazione in collaborazione, cercando di arricchire il proprio lavoro attraverso la visione degli altri. Ovviamente, Virgil Abloh non si è dimenticato di fare altrettanto, e ha utilizzato la sua posizione per aprire la strada a talenti di origine africana che troppo spesso, ancora oggi, vengono rallentati nella strada verso il successo a causa del loro background o del colore della loro pelle. Il razzismo negli Stati Uniti, tutt’oggi, è ancora qualcosa di abominevole.

Sebbene la moda sia stata a lungo aperta alla diversità, Abloh è tuttavia una delle pochissime figure di colore ad aver raggiunto i vertici della sua gerarchia. E in merito alla morte di George Floyd, al movimento Black Lives Matter e all'accelerazione delle proteste antirazziste, ha dichiarato: “La diversità nella moda non è una tecnica di marketing. Cerchiamo semplicemente di dare voce a coloro che sono invisibili in modo che possano finalmente esprimere la propria opinione sul modo in cui vengono mostrati, idealizzati e sfruttati".

In passerella
In passerella

L’approccio di Abloh evoca, ancora una volta, lo spirito originario dell’hip hop, quando rap, DJ, breakdance, graffiti e beatboxing portarono alla fama individui appartenenti a minoranze etniche e ambienti disagiati. Inoltre, più che una semplice forma di espressione artistica, la recente rinascita della trap ha messo Abloh nella condizione di spingere lo streetwear nelle più alte sfere del lusso.

È con questo spirito che Abloh ha lanciato il “Post-Modern Fund”, in collaborazione con Evian, Farfetch, Louis Vuitton e il Fashion Scholarship Fund, che gli ha permesso di raccogliere 1 milione di dollari in borse di studio per studenti di moda afroamericani. "Sono sempre stato appassionato all’idea di dare alla prossima generazione di studenti le stesse basi per il successo che sono state offerte a me", spiega sul sito del Fashion Scholarship Fund. Usare il suo status per aprire le porte agli altri, piuttosto che chiuderle, è la parola d'ordine di un uomo che credeva nel potere della diversità. "La diversità non è solo una questione di genere ed etnia", ha dichiarato qualche tempo fa, “È una questione di esperienza. Porta nuove idee in tavola. E sarebbe bello se l'industria della moda le ascoltasse davvero". Il “Post-Modern Fund” è stato uno degli ultimi progetti di un direttore creativo che ha cambiato il fashion system partendo da questioni più culturali che progettuali. È stato e sarà un esempio per tutti coloro che ambiscono a lavorare nell’industria del lusso. Un modello di riscatto.

Con Kim Kardashian e Kanye West
Con Kim Kardashian e Kanye West

Mentre scrivevo questo articolo, ho riguardato su YouTube il video della prima sfilata di Virgil Abloh da Louis Vuitton. Al termine della sfilata, Abloh scoppia a piangere abbracciando il suo mentore, Kanye West. È raro, se non impossibile, trovare un datore di lavoro che continui a supportati per l’intero corso della tua carriera. Sicuramente più che di lavoro, qui si trattava di vera amicizia, ma il milione di dollari in borse di studio raccolte dal Post-Modern Fund raggiungeranno studenti afroamericani lontani dalla cerchia di Kanye West e della sua famiglia di celebrities.

E così, a volte le buone azioni innescano un circolo virtuoso che porta gli individui a voler dare indietro quello che hanno ricevuto. Ma la cosa che mi ha sorpresa di più nel guardare il video della sfilata è che, insieme a Kanye West e Virgil Abloh, sono scoppiata a piangere anche io. E questo signore neanche lo conoscevo.

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