Ashley Johnson ha 26 anni, viene da Umina, nel New South Wales ed è diventata mamma del suo secondo bambino da poco. Aveva intenzione di partorire in acqua ed aveva già fissato il giorno ma probabilmente il suo piccolo non era d’accordo. Lo scorso 10 aprile era sola in casa quando ha cominciato ad avere alcuni piccoli dolori allo stomaco, non avrebbe però mai immaginato che si trattava di contrazioni.

I dolori erano molto leggero e non ho nemmeno avvisato il mio compagno Matthew, non volevo farlo preoccupare inutilmente”, ha spiegato Ashley. Dopo 10 minuti, però, le cose sono improvvisamente peggiorate ed era chiaro che il bambino stava per nascere. A quel punto, ha chiamato il marito che è subito corso da lei ed ha tentato di portarla al Gosford Hospital. Avevano appena parcheggiato la macchina quando Ashley ha sentito l’irrefrenabile bisogno di spingere. E’ proprio qui che è stata soccorsa da un infermiere che l’ha aiutata a partorire. Kalani è nato sul sedile anteriore dell’auto del papà, ancora rinchiuso nel suo sacco amniotico.

"Ho fatto finta che non ci fosse nessuno nel parcheggio, in questo modo sono stata capace di concentrarmi e di partorire senza paura", ha spiegato la donna. Il travaglio è durato 45 minuti, molto meno rispetto alle tre ore del primo figlio. Quando i medici hanno tagliato il cordone ombelicale, è scoppiata in lacrime per la felicità. Si è sentita sollevata quando ha capito che tutto era andato bene e che il piccolo Kalani stava bene, nonostante l’arrivo “improvviso”. Di sicuro, quando sarà grande racconterà della sua nascita come di un evento epico.