Sono quasi 5mila le donne che ogni anno in Italia decidono di partorire in casa o in centri gestiti da ostetriche. Desiderio di intimità, relax, minore medicalizzazione del momento del parto sono tutte cose che spingono le future mamme a rifiutare l’idea di dare alla luce il proprio bimbo in ospedale. Si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini, ma che allo stesso tempo è sempre più in voga.

Uno studio pubblicato sul News England Journal of Medicine, intitolato "Planned Out-of-Hospital Birth and Birth Outcomes", ha indicato precisamente quali sono i rischi e i benefici di questa scelta. Innanzitutto, è stato stimato che su 80mila gravidanze fisiologiche portate a termine tra il 2012 e il 2013 in Oregon, ben la metà delle mamme non si è spostata dalla propria abitazione nel momento del parto. I rischi sarebbero però leggermente maggiori rispetto al parto in ospedale, visto che la mortalità infantile conta 3,9 casi su mille, che aumentano le probabilità di convulsioni per il neonato e le necessità di interventi medici come ventilazione e trasfusioni di sangue.

Dall’altro lato, però, i vantaggi per le neomamme sarebbero incredibili. Con il parto in casa si fa un minore ricorso al parto cesareo e all’induzione, senza contare le minori lacerazioni ai tessuti femminile durante la nascita del piccolo. E’ importante fare questo tipo di scelta solo quando non ci sono patologie o situazioni particolare e soprattutto dopo aver consultato un personale qualificato. Partorire in casa non è rischioso, a patto che venga fatto sotto il continuo controllo di professionisti.