Sono sempre di più le donne che nel mondo ricoprono il ruolo di amministratore delegato. A dirlo è l’ultimo International Business Report – Women in Business 2020 di Grant Thornton International, una ricerca che, su scala mondiale, analizza le risposte di circa 10.000 leader d’azienda in 32 Paesi. Se è vero che non sono aumentate le donne che ricoprono ruoli di comando nelle aziende – per il 2020 si conferma il 29%, lo stesso del 2019 – ciò che fa ben sperare è il dato relativo a chi è al vertice. Rispetto al 2019, infatti, sono aumentate del 5% le donne CEO, raggiungendo così il 20% a livello globale.  A conquistare il primato tra le aeree che stanno investendo di più sulla presenza femminile c’è l’Africa, continente dove nel 2020 le donne che ricoprono ruoli da senior manager sono i 2/5 del totale. Mentre è l’America Latina la zona nella quale nell’ultimo anno è avvenuta la crescita maggiore, passando dal 25% del 2019 al 33% del 2020. «#MeToo e movimenti simili hanno anche contribuito a stimolare questa azione in America Latina – si legge nel report – non solo per proteggere le donne, ma anche per sensibilizzare la società in generale sul diverso tipo di trattamento ricevuto da uomini e da donne. In Cile sono state numerose le proteste femministe per le strade; in Colombia la politica di non tolleranza per gli abusi sta guadagnando un forte slancio».

Le donne CEO in Italia

Anche l’Italia ha imboccato la strada verso una parità di genere sempre più effettiva, superando persino la crescita globale. Dallo scorso anno ad oggi, infatti, le donne CEO nel nostro Paese sono aumentate del 15% (per un totale del 23%), mentre coloro che ricoprono posizioni di leadership sono aumentate di 4 punti percentuali. «In Italia si è osservato un apprezzabile incremento della percentuale delle donne in posizione apicale che si attesta al 28% nel 2020 rispetto a un più modesto 24% nel 2019, ponendo il nostro Paese al 12esimo posto nella classifica mondiale, insieme a Francia e Stati Uniti», ha spiegato Simonetta La Grutta, Partner e Head of VAT di Bernoni Grant Thornton. È in calo, invece, la percentuale di aziende senza alcuna presenza femminile nel senior management (si parla del 18%). Ciò che conta davvero, come evidenziato dal report stesso, è che se si va incontro a una sempre maggiore parità di genere, allo stesso tempo si assisterà anche a una maggiore inclusione per tanto riguardo tutte le diversità. «Non si tratta solo di genere: le donne negli affari sono solo un elemento – spiega Kim Schmidt di Grant Thornton – Realizzare un ambiente inclusivo avvantaggia, effettivamente, tutti i livelli e tutti i tipi di diversità».