Zuly Sanguino è una ragazza di 25 anni, viene da Bogotà, in Colombia, e per lei la vita non è mai stata facile. E’ nata senza braccia e senza gambe a causa di una rara sindrome chiamata amelìa, una condizione genetica che non fa sviluppare gli arti nel grembo materno e che rende dunque difficile ogni semplice gesto quotidiano. Ha altri 6 fratelli, ma nessuno di loro soffre della stessa malattia.

Nonostante ciò, è riuscita a superare ogni sfida con forza e positività. “Non ho braccia e gambe, ma non voglio che la disabilità prenda il sopravvento”, ha dichiarato la ragazza. Zuly da ragazzina è stata vittima di bullismo, veniva presa in giro e chiamata “aliena” a causa della sua condizione. La cosa l’ha fatta stare così male che nei momenti peggiori ha pensato anche al suicidio. “Ho iniziato a capire che ero diversa dagli altri bambini intorno ai 6 anni. Ho notato che loro potevano correre, mentre io non avrei mai potuto farlo”, ha raccontato Zuly. Come se non bastasse, quando aveva solo 2 anni ha perso suo padre, morto suicida.

Oggi, la ragazza conduce una vita normale: ha imparato a rifarsi il letto, a lavarsi i denti e a cambiarsi i vestiti semplicemente con la bocca. Ad aiutarla in questo percorso è stata sua mamma Guillermina, che le è stata sempre vicina, cercando di farle capire che era capace di tutto, anche se non ha mai avuto braccia e gambe. Il suo obiettivo è aiutare i bambini che sono vittime di bullismo o che hanno disabilità, vuole dimostrargli che i loro limiti fisici o mentali non devono impedirgli di condurre una vita felice.