Nel 1999 è stata proclamata per la prima volta la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, fissata dall'ONU il 25 novembre, il tutto per mantenere alta l'attenzione su un problema ancora così forte che attanaglia la nostra società, in cui le donne continuano ad essere vittime di stalking, omicidio, violenze domestiche e non solo. L'ONU ha scelto come giorno il 25 novembre per ufficializzare la scelta di un gruppo di donne che nel 1981 organizzarono a Bogotà l'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi per istituire la Giornata contro la violenza sulle donne. Perché tale giornata ricorre proprio in questa data? Il gruppo di attiviste scelsero questa data per ricordare l'anniversario della morte delle sorelle Mirabel, tre donne emancipate e rivoluzionarie che furono barbaramente uccise e torturate nel 1960 da un gruppo di agenti del Servizio di informazione militare del regime di Rafael Leónidas Trujillo. Il tragico evento avvenne mentre le tre donne stavano andando a far visita ai rispettivi mariti in carcere. Inoltre la scelta non è casuale dato che le Mirabel sono ricordate ancora oggi per la loro tenacia e per la loro forza, fino alla fine dei loro giorni avevano combattuto per i diritti delle donne, tentando di contrastare l'oppressione del regime.

Anche quest'anno in occasiona della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne il movimento "Non una di meno" organizza sabato 24 novembre a Roma una manifestazione nazionale che prenderà il via alle ore 14:00. Si parte da Piazza della Repubblica e il corteo arriverà fino a Piazza San Giovanni. Successivamente, domenica 25 novembre,  negli spazi del Liceo Scientifico Statale Nomentano in Via della Bufalotta, 229, dalle ore 10:00 alle 16:00 ci sarà un'assemblea organizzata per pianificare lo sciopero dell'8 marzo. Qui tutti i dettagli.

L'associazione scrive: "L’attuale governo si è fatto portatore di una vera e propria guerra contro donne, migranti e soggettività LGBTQ+, attraverso misure e proposte di legge che insistono su un modello patriarcale e autoritario che vorrebbe schiacciare e ridurre al silenzio la nostra libertà”. Per questi motivi il corteo di quest'anno non è stato solo organizzato per dire basta alla violenza sulle donne ma per chiedere lo stop ad ogni tipo di discriminazione. In più le donne si riuniranno in questa data per ribellarsi al DDL Pillon che secondo le attiviste: "si scaglia contro le donne su affido e mantenimento dei figli per difendere la famiglia tradizionale e ristabilire ruoli e gerarchie di genere che negano l’autodeterminazione delle donne. La libertà di decidere sul nostro corpo e delle nostre vite è sempre più attaccata da campagne fondamentaliste di criminalizzazione dell’aborto che oggi trovano spazio in ogni parte del mondo e rappresentanza nel governo. Noi rispondiamo che la libertà di abortire non si tocca e che il Ddl Pillon non si riforma, si blocca!".