Charlotte Helene Fien è una ragazza di 21 anni ed è affetta da sindrome di Down e autismo. Dopo aver visto il documentario chiamato "Un mondo senza sindrome di Down", ha capito che esistono alcuni test che potrebbero rivelare nei primi mesi di gravidanza la possibile presenza della malattia, così da facilitare gli aborti. La cosa, però, non le è piaciuta, è come se si volessero "sterminare" tutti coloro affetti dalla sindrome, dimenticando che possono condurre una vita assolutamente normale.

E' proprio per difendere i diritti delle persone come lei che Charlotte è stata chiamata a tenere un discorso per le Nazioni Unite a Ginevra in occasione del World Down Syndrome Day 2017. "Ho la sindrome, non sono malata e non soffro. Esco, vado al pub, organizzo cene, posso avere figli, ho sogni e obiettivi per il futuro. Non siamo mostri, non dovete avere paura", ha dichiarato la ragazza. L'obiettivo è far capire a tutti che le persone malate vogliono e devono essere trattate allo stesso modo di quelle normali perché sono esattamente come tutti gli altri.

Charlotte è una vera e propria forza della natura: parla tre lingue, ha cominciato a camminare a 15 anni, ha tolto i pannolini quando era ancora piccolissima, vive autonomamente, è felice, si mantiene con il suo lavoro, l'unica cosa che la differenzia dagli altri è che ha un cromosoma extra. Insomma, Charlotte è la dimostrazione materiale del fatto che spesso vengono tramandati dei luoghi comuni sulle condizioni di vita delle persone affette dalla sindrome di Down: creare un test che favorisca gli aborti non è altro che una forma di discriminazione.