Chiara Cretella ha 40 anni, è mamma di un bambino di 5 mesi e assegnista di ricerca dell'Università di Bologna. Lo scorso 14 dicembre si trovava a Palazzo d'Accursio per un convegno contro la violenza di genere, quando è finita al centro delle polemiche. La donna aveva la necessità di allattare il piccolo e si è spostata in una stanza vicina a quella in cui si teneva la mostra per farlo in tutta tranquillità, peccato solo che il custode, non appena l'ha vista, l'ha invitata ad andar via. Il motivo? In quella sala non era possibile introdurre cibi e bevande.

"Il papà del bambino, che era con me, si è alterato, ha cominciato a discutere, alla fine ho lasciato perdere. Gli ho solo risposto che era evidente che lui non avesse figli, se non capiva la mia esigenza", ha spiegato Chiara. La mamma è salita ai piani superiori dell'edificio, quelli in cui venivano ospitate le collezioni comunali d'arte in esposizione permanente e lì, tra le Madonne che allattano, per fortuna, ha avuto la possibilità di nutrire il suo piccolo. La vicenda però ha creato un incredibile polverone poiché la Cretella ha denunciato ciò che è accaduto, sostenendo che sia un vero e proprio problema culturale.

"Il fatto che ci si debba nascondere per allattare mostra chiaramente il fatto che la maternità non è più un valore spendibile, anche in una città molto avanzata come Bologna", ha dichiarato Chiara. Il luogo comune secondo cui allattare al seno in pubblico è qualcosa di scandaloso è la prova del fatto che la società non dà alcun sostegno alla maternità. La sua speranza è che possa essere creata una legge ad hoc, che non faccia più sentire le mamme in imbarazzo o "fuori posto" mentre compiono un gesto tanto naturale.