Paula Ursu ha 18 anni, ha origini turche, è una studentessa della London Royal Holloway ed ama prendersi cura del suo aspetto. Ha cominciato le lezioni di giurisprudenza solo da poche settimane ed è già stata discriminata dalle sue colleghe. Il motivo? A differenza loro si è presentata in aula vestita, truccata e pettinata alla perfezione, proprio come se si stesse recando ad un evento mondano. A causa del suo aspetto tutti l’hanno etichettata come stupida e superficiale e, naturalmente, la cosa non l’ha resa molto felice.

Ha così reagito con fierezza scrivendo un articolo intitolato "Sono stufa delle persone che pensano che sono stupida perché mi vesto bene per andare a lezione". Paula ha spiegato che nel campus si sono create fin da subito due fazioni opposte: da un lato quelli che escivano di casa in tuta, dall’altro quelli che davano più attenzioni all’abbigliamento. Lei faceva parte di questi ultimi ma non è riuscita ad accettare le pesanti critiche ricevute. "Sto lavorando sodo per la mia laurea in legge, parlo cinque lingue; vado in palestra a giorni alterni; faccio da volontaria per insegnare l'inglese ai rifugiati; ho una vita sociale; e ho ancora il tempo di vestirmi. Questo implica una buona dose di intelligenza e capacità di gestire il tempo”, ha scritto la ragazza nel suo pezzo.

Quello che si chiede è per quale motivo coloro che non curano il proprio look si preoccupano invece di quello che indossa lei ogni giorno. Il suo articolo intende dimostrare che non bisogna giudicare gli altri semplicemente perché si vestono bene o perché fanno la messa in piega ai capelli. Ognuno è libero di esprimere la sua personalità come meglio crede e lei lo fa con gli abiti firmati.