La ninfomania è il termine utilizzato per indicare l’aumento morboso dell’istinto sessuale nella donna. La parola deriva da greco ed è stata coniata nel 1771 da un medico francese, J. D. T de Bienville, autore dello studio “La ninfomania, ovvero trattato sul furore uterino”. Da allora si usa per fare riferimento alla necessità incontrollabile di una donna di avere rapporti sessuali. Inizialmente, in un mondo dominato dal maschilismo, dove al sesso femminile veniva quasi impedito di lasciarsi andare al piacere, il termine è stato usato in modo dispregiativo per identificare le donne alla ricerca morbosa e compulsiva di partner sessuali.

A partire dal 1995, la ninfomania è stata eliminata dal Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, insieme all’equivalente maschile chiamato satiriasi, e il suo concetto è stato inserito nella categoria delle dipendenze sessuali. Si parla infatti di ipersessualità, cioè di un’attività sessuale superiore alla media. La ninfomania non deve essere confusa però con l’erotomania, una sindrome psichiatrica che si manifesta con un comportamento sessuale inadeguato, che causa un vero e proprio delirio dal contenuto erotico.

Ninfomania: quali sono i sintomi e come si manifesta?

La ninfomania è una forma di dipendenza patologica dal sesso. Coloro che ne soffrono sono ossessionate dai rapporti sessuali o da pensieri che coinvolgono l’attività intima e non vanno alla ricerca del semplice piacere. Una donna affetta da ninfomania si sente continuamente travolta dai suoi impulsi sessuali, cerca in modo famelico nuovi partner sessuali con l’obiettivo di alleviare i suoi stravolgimenti psichici e interiori. I rapporti sessuali sono freddi e impersonali, tanto che spesso non si raggiunge neppure l’orgasmo. La ninfomane è disposta a fare sesso in ogni momento e in ogni luogo, cerca il contatto sessuale solo per la soddisfazione psichica che provoca il rapporto ed è convinta che il desiderio di passare dall’uno all’altro sia legato ai compagni sbagliati e non ad una situazione interna di disagio.

Quando non riesce a raggiungere i suoi obiettivi, sfoga i suoi impulsi con delle pratiche autocritiche. Esiste anche un tipo di ninfomania platonica che consiste in una masturbazione compulsiva, accompagnata da forti fantasie erotiche. Un disturbo simile viene accompagnato da perdita delle inibizioni, da continue manifestazioni di seduzione, da provocazioni dai tratti psicopatologici, ma anche da stress fisico, alterazione del sonno e da aumento dell'ansia. La donna ninfomane finisce per essere dominata dal sesso, tanto da danneggiare la sua vita sociale, familiare, affettiva e lavorativa. E’ dunque semplice distinguerla da quella che cambia spesso partner solo per appagare il proprio desiderio sessuale e per lasciarsi andare al piacere. Le donne ninfomani non devono essere giudicate, ma piuttosto capite ed aiutate con l’intervento di specialisti.

Quali sono le cure per la ninfomania?

Per guarire dalla ninfomania, una donna ha bisogno di un supporto specialistico. A seconda dei casi, i medici decideranno se procedere con la prescrizione di farmaci antidepressivi o con una terapia individuale più approfondita che punta a capire quali sono i disagi che causano un problema simile. La ninfomania è una forma di ipersessualità involontaria ed è sbagliato dunque pensare che basti smettere di cercare partner sessuali per superare il disturbo. A differenza delle cure previste per il trattamento di qualsiasi forma di astinenza, nel caso della ninfomania le cure psicologiche vogliono spingere il soggetto tornare ad avere una percezione sana della sessualità, superando l’ossessione per il bisogno sessuale.