Colin Kaepernick è famoso giocatore di football americano, fino a due anni fa faceva parte dei San Francisco 49ers, dove ricopriva il ruolo quarterback. Di recente ha raggiunto un nuovo traguardo ma questa volta non riguarda il mondo dello sport: Nike lo ha scelto come testimonial di una delle sue campagne pubblicitarie. L'atleta non ha mai nascosto di essere contrario alle scelte politiche di Donald Trump ed è proprio dopo aver messo in atto un gesto rivoluzionario contro il Presidente che non gioca più. La decisione del brand sportivo risulta essere dunque una chiara ribellione all'attuale "primo uomo" americano.

La "protesta silenziosa" di Colin Kaepernick contro Trump

Colin Kaepernick è il giocatore di football afroamericano che negli ultimi anni si è schierato apertamente contro le scelte politiche di Donald Trump, considerate razziste e brutali. Due anni fa durante l’esecuzione dell’inno americano prima di una partita della sua squadra, i San Francisco 49ers, contro i Green Bay Packers, ha deciso di non alzarsi e non cantare. Così facendo ha voluto dimostrare di non essere d'accordo con le decisioni del Presidente, che in quel periodo sosteneva i violenti scontri tra polizia e popolazioni di colore, trasformando l'America in un paese che opprime le minoranze etniche. Trump all'epoca lo ha preso di mira sui social, costringendolo ad abbandonare lo sport. Oggi Colin non gioca da due stagioni ed è in causa contro la lega che gli avrebbe impedito di trovare una nuova squadra. Il suo gesto all'epoca è stato considerato così tanto rivoluzionario che il Time lo aveva inserito anche tra i 10 finalisti per la nomina a "Person of the Year" nel 2017. Oggi Nike lo ha voluto come testimonial della nuova campagna, schierandosi dunque contro il "primo uomo" statunitense.

La scelta rivoluzionaria del nuovo volto Nike

Colin Kaepernick è il nuovo volto Nike ed è apparso nella nuova campagna pubblicitaria del brand. L'atleta è stato immortalato in un ritratto in bianco e nero e sul suo viso è stata stampata una citazione: "Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto", ovvero un chiaro riferimento alla storia di cui è diventato protagonista.

Si tratta di un evento rivoluzionario, visto che per la prima volta il noto marchio sportivo ha preso una forte posizione politica, schierandosi neanche troppo velatamente contro Trump. La decisione non è casuale: non solo tra pochi giorni comincerà la nuova stagione NFL ma anche per l'azienda si tratta di un anniversario importante, il trentennale dell'iconico slogan "Just Do It". "Crediamo che Colin sia uno degli atleti della sua generazione di maggiore ispirazione e che ha fatto leva sul potere dello sport per aiutare il mondo ad andare avanti”, ha dichiarato Gino Fasanotti, vice presidente di Nike per il Nord America. L'obiettivo? Dimostrare che lo sport è capace di cambiare il futuro.

Sul web nasce l'hashtag #BoycottNike

Le reazioni degli utenti del web all'insolita scelta Nike sono state le più svariate, da un lato ci sono quelli che hanno definito coraggiosa la presa di posizione del brand, dall'altro i patriottici che intendono difendere il Presidente americano. Non è un caso che siano stati moltissimi quelli che urlano a gran voce il boicottaggio del brand con tanto di hashtag #BoycottNike e di video in cui vengono bruciate scarpe e articoli del marchio.

"Prima la NFL mi obbliga a scegliere tra il mio sport preferito e il mio Paese. Ho scelto il Paese. Poi Nike mi obbliga a scegliere tra le mie scarpe preferite e il mio Paese. Da quando la bandiera americana e l'inno nazionale sono diventati offensivi?", ha scritto l'utente di Twitter @sclancy79 in un post ritwittato 16.000 volte. I portavoce Nike hanno risposto alle polemiche affermando semplicemente che Colin ha scelto di indossare i capi dell'azienda fin dal 2011 e che è solo uno dei tanti testimonial per il trentennale di Just Do It. A questo punto non resta che aspettare la risposta di Donald Trump in persona: commenterà l'accaduto sui social?