Elisa D’Ospina, modella curvy che da anni combatte in prima linea l’anoressia e gli stereotipi a lungo proposti dal mondo della moda, ha lanciato una petizione contro l'eccessiva magrezza in passerella dopo aver visto alcune ragazze sfilare alla Milano Fashion Week. «Hai presente quanto è grande una taglia 34? E' inammissibile proporre un modello con queste misure! Ritengo opportuno che venga firmata una carta in cui tutte le case di moda si impegnano a non utilizzare mai più donne in evidente sottopeso», è la motivazione che accompagna la petizione caricata su Change.org e che nel giro di una settimana ha raggiunto oltre 20.000 firme. Ad accompagnare le parole della D'Ospina una foto che ritrae una delle modelle sulla passerella di Gucci, con indosso un piccolo e stringato corsetto di pelle.

Tra stereotipi e body positive

«È questa la rappresentazione umana che vogliamo? È questo il messaggio del #fashionsystem? Dove è Camera Moda che dovrebbe vigilare?», aveva scritto su Instagram la modella, pubblicando le foto di alcune delle ragazze che hanno sfilato per presentare la collezione Autunno/Inverno 20-21. Un codice anti-anoressia, che stabiliva un rapporto tra peso e altezza per poter sfilare, era stato già approvato nel 2006 proprio dalla Camera della Moda Italiana in collaborazione con il comune di Milano. Ma la questione non riguarda solo le passerelle milanesi. «Purtroppo in queste ore anche a Parigi abbiamo visto tantissime ragazze sottopeso in passerella. C’è davvero molto lavoro da fare ancora!», ha scritto la D’Ospina in un aggiornamento alla sua petizione, nel quale ha ringraziato le migliaia di persone che hanno deciso di intervenire per dire no alla taglia 34 in passerella.