Si chiama Sarah Rose Summers, è una ragazza del Nebraska e nelle ultime ore si è parlato moltissimo di lei. Dopo essersi aggiudicata la corona di Miss America, è entrata di diritto tra le reginette di bellezza in gara a Miss Universo ma quello che ha dichiarato a pochi giorni dal concorso ha scatenato innumerevoli polemiche. In alcune Stories condivise su Instagram direttamente dal backstage, ha infatti attaccato alcune "rivali", dichiarando che fosse inaccettabile che non sapessero parlare inglese. La questione è stata documentata nei minimi dettagli dall'account Diet Prada e ha portato centinaia di utenti ad accusarla di razzismo: ecco cosa è successo.

Sarah Rose Summers accusata di razzismo

Sarah Rose Summers è la reginetta di bellezza americana che quest'anno ha preso parte a Miss Universo, concorso tenutosi qualche ora fa a Bangkok, in Thailandia, e ha fatto il giro del web nei giorni precedenti all'evento. Mentre era nel backstage durante le prove, ha pensato bene di fare delle dirette su Instagram nelle quali è apparsa in compagnia delle "rivali" sorridente e amichevole, poco dopo però ha condiviso delle Stories che hanno fatto non poco discutere. Facendo riferimento a Miss Vietnam H'Hen Nie ha dichiarato "E' così carina. Fa finta di conoscere l’inglese e poi se le fai una domanda dopo un’intera conversazione, annuisce e sorride. Adorabile", poi è passata a Miss Camogia Rern Sinat, presa in giro con queste parole: "E' qui e non parla inglese, e nessun altro sa la sua lingua. Riuscite a immaginare? E' così emarginante! Povera Cambogia". Quelle terribili accuse hanno suscitato l'attenzione dell’account Diet Prada, che non ci ha pensato su due volte a documentare l'accaduto con tanto di supporti video. A partire da quel momento Sarah Rose Summers è stata definita razzista, bigotta, xenofoba e soprattutto ignorante poiché non sapeva che la lingua più parlata al mondo non è l'inglese ma il cinese. Addirittura sono stati moltissimi quelli che ne hanno chiesto l'eliminazione dal concorso perché secondo loro non era un buon esempio per l'America e per il mondo intero. "Mi chiedo se sarà ancora permesso ancora a Miss USA, Colombia e Australia di continuare nella competizione dopo le loro osservazioni nei confronti della collega Miss Cambogia", "Non posso credere che queste donne rappresenteranno i loro paesi!", "La tua ignoranza non ti renderà Miss Universo", sono solo alcuni dei commenti che si sono letti sul web.

Le scuse pubbliche di Miss America

Dopo aver scatenato le polemiche con i suoi commenti razzisti contro Miss Cambogia e Miss Vietnam, Sarah Rose Summers è stata fortemente presa di mira sui social ma gli organizzatori della manifestazione hanno preferito non intervenire e lasciare che la competizione continuasse come se nulla fosse stato. E' stata però Miss Usa in persona a essersi sentita costretta a scusarsi. Lo ha fatto pubblicamente su Instagram con una foto in cui abbraccia le colleghe con tanto di didascalia:

Miss Universo è un’opportunità per conoscere culture, esperienze di vita e punti di vista di tutto il mondo. Proprio quando intendevo ammirare il coraggio di alcune delle mie compagne, ho detto qualcosa che, me ne rendo conto ora, può essere percepito come non rispettoso, e mi scuso. Essendo una donna compassionevole ed empatica, non vorrei mai ferire un’altra persona, e sono grata di avere la possibilità di parlare con Nat, Miss Cambogia, e H’Hen, Miss Vietnam, attraverso questa esperienza. Questi sono i momenti che contano di più per me.

Nonostante ciò, le parole di Sarah rimangono lo stesso pesanti e offensive, ha dato prova per l'ennesima volta che tra Miss esiste una finta solidarietà e che tutte sono sempre pronte a pugnalarsi alle spalle. Durante la finale andata in scena qualche ora fa, però, è stata eliminata e il profilo Diet Prada ha documentato l'accaduto condividendo una Stories della diretta con sotto la scritta "Karma". Insomma, a quanto pare il fato sistema sempre le cose e ha fatto sì che la Summers americana non diventasse la donna più bella dell'universo. Quello che ci si chiede è: è stato giusto che le sue parole siano rimaste impunite?